Coprifuoco, quarantena, consumazioni al bancone del bar: è soprattutto su queste regole che il governo discuterà nella cabina di regia prevista per domani o mercoledì, in vista delle modifiche al decreto in vigore dal 26 aprile. «Voglio riaprire in sicurezza», ha ribadito il premier Mario Draghi rinnovando l’invito ai turisti stranieri a prenotare le vacanze in Italia. La data chiave è quella del 14 maggio: se il monitoraggio di venerdì confermerà la discesa costante della curva epidemiologica, il calendario sarà rivisto e già dal giorno successivo cadrà l’obbligo di isolamento per chi rientra dall’estero. E dal 17 maggio potrebbe slittare di due ore il coprifuoco, da mezzanotte alle 5. La Lega: va tolto subito.
Intanto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sta lavorando a un accordo in sede europea e con i Paesi del G7 per incentivare gli arrivi di vacanzieri in Italia. Mentre il ministro della Salute Roberto Speranza invita alla cautela: «Il Covid non è sconfitto». Il Sottosegretario Sileri sulle graduali riaperture: «I contagi saliranno di nuovo. Ma con 500 mila vaccinazioni al giorno, aumenterà anche il numero delle persone vaccinate e l’aumento dei contagi non dovrebbe avere effetti sui ricoveri. Se la campagna vaccinale continua ad andare avanti così, entro la fine del mese il numero si dimezzerà».
Bonaccini: “Ci sono le condizioni per spostare il coprifuoco”
“Credo ci siano le condizioni per spostare lo stop notturno alle 23.00 o alle 24.00 e per dare respiro agli operatori economici senza abbassare la guardia nella lotta al virus. Sono per proseguire con il Piano di riaperture già definito dal governo, che a metà mese prevedeva anche la possibile revisione dell’attuale limite delle 22, sulla base dei contagi”. Così il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini sul ‘Corriere della sera’.
Intanto Bruxelles rompe con AstraZeneca. La Commissione Ue ha deciso di non rinnovare il contratto con la casa farmaceutica perché raramente sono stati rispettati i tempi nelle consegne e ciò ha messo in difficoltà tutti i Paesi nella pianificazione vaccinale. La rottura era nell’aria, ma non dovrebbe condizionare troppo le tempistiche nel raggiungimento dei target di immunità di gregge che l’Italia ha fissato al 60% entro fine luglio e all’80% a settembre. La disponibilità delle fiale sarà copiosa nei prossimi mesi. È atteso a giorni anche l’ok dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, al preparato tedesco Curevac, a Rna messaggero. E con PfizerBioNTech c’è stata una rinegoziazione al rialzo delle forniture grazie alla capacità produttiva in crescita anche negli stabilimenti europei. I problemi nelle regioni: nel Lazio non c’è più neanche uno slot libero fino a fine maggio per immunizzarsi col vaccino tedesco-americano. Mentre in Campania hanno appena terminato le dosi, in anticipo sulle consegne del preparato fissate per mercoledì. E così De Luca attacca Figliuolo sulla ripartizione delle fiale tra le Regioni. II riequilibrio però sta avvenendo. Di sicuro Pfizer consegna puntualmente 2,1 milioni di dosi ogni martedì e lo stock viene ripartito pro-quota, da metà aprile, secondo il principio «una testa, un vaccino».
Non ha certo giovato la scelta di De Luca di mettere in sicurezza prima del piano nazionale le isole come Procida. C’è da far ripartire il turismo, certo, ma tra oggi e domani c’è il rischio che gli over 60, 70 e 80 rimasti da coprire debbano attendere almeno due giorni perché la Campania è rimasta a secco.
Ondata di sbarchi, Salvini all’attacco
Sedici barche in 24 ore, quasi 1500 migranti. Non arrivano più barchini dalla Tunisia con 15-20 persone, ma è ripartita la rotta dalla Libia con gommoni e pescherecci, anche a due piani, 2-300 persone alla volta. Stanotte sono arrivati uno dietro l’altro, il più grande aveva 400 persone a bordo. E così Matteo Salvini chiama subito il Viminale. Ma Luciana Lamorgese è già al telefono con Draghi, concordano sull’opportunità di portare la questione sul tavolo del governo con una cabina di regia aperta anche ai ministri di Difesa, Esteri e Trasporti che sarà convocata in settimana. Un tema sul quale Draghi vuole il massimo coordinamento di tutti i rami dell’esecutivo ma soprattutto il coinvolgimento dell’Europa.
Al Consiglio Ue di fine maggio, l’Italia riproporrà con forza l’urgenza della ripresa del negoziato sul nuovo patto per l’asilo e l’immigrazione ma soprattutto del meccanismo di ricollocamento dei migranti che sbarcano in Italia.
«È necessario un incontro col presidente Draghi, con milioni di italiani in difficoltà non possiamo pensare a migliaia di clandestini», dice Salvini mentre Giorgia Meloni torna a chiedere il blocco navale.










