L’epidemia rallenta, la campagna vaccinale accelera e sono in arrivo nuove dosi dall’Europa. Un quadro meno sinistro rispetto a quello degli scorsi giorni. Si cominciano a vedere in maniera significativa i risultati delle misure anti-Covid rafforzate a inizio marzo, e forse incide anche l’arrivo della primavera. Una cornice che permette a quasi tutta Italia di tornare in arancione da domani.
Passano in fascia arancione Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Toscana. Che si aggiungono ad Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sicilia, Umbria, Veneto e le Province autonome di Bolzano e Trento. Restano in fascia rossa quattro Regioni: Campania, Puglia e Valle d’Aosta e Sardegna. Una boccata d’ossigeno per i cittadini, con misure meno restrittive sull’80% del territorio. Ma la sfida del governo Draghi è compiere, dal 20 aprile prossimo, un ulteriore passo in avanti verso il ritorno alla normalità.
Vaccini, Zaia: “Prendiamoli da chi li offre”
“Noi abbiamo fatto l’errore clamoroso di correre dietro al contratto europeo. Non è vero che tutti si lamentano della carenza di vaccini. Negli Usa, in Gran Bretagna, in Israele non se ne rammaricano”, e Germania e Francia ne fanno di più, “o sono più bravi o hanno più vaccini”. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, intervistato da Repubblica avanza l’ipotesi di un “mercato parallelo, fuori dal contratto europeo: un mercato ben vivo, come sanno tutti quelli del settore”. “Non è un mistero – osserva – che ci siano mediatori che offrono vaccini al mercato” e “nella legalità andrei a vedere fino in fondo cosa c’è di vero”. Ha fatto bene Draghi a contattare il ceo di Moderna? “Sì – risponde Zaia -, e sono convinto che non dovrebbe farsi problemi per scandagliare tutto il mercato. La salute dei cittadini viene prima di tutto”. Il Veneto, afferma il presidente della Regione, può fare “dagli ottanta ai centomila” vaccini al giorno, al momento ne fa “trentamila” perché “ricevo 150mila vaccini a settimana, il venerdì sono già a secco”. I veneti rifiutano AstraZeneca? “In pochi casi è avvenuto – risponde -. Anzi, dico: le dosi che eccedono datele a noi. Qui è strategica la fase dell’anamnesi. Bisogna accogliere i cittadini con i medici migliori, che sanno far superare i dubbi parlando la lingua della scienza”.
Obiettivo Regioni: vaccinare gli ottantenni entro una settimana
Intanto le Regioni applicano il piano Figliuolo e congelano le prenotazioni per chi non ha ancora ricevuto la prima dose. Rinvio per le categorie fin qui ritenute prioritarie. L’obiettivo: tutti gli ottantenni vaccinati entro una settimana. Chi ha meno di 60 anni, anche se rientra in categorie prioritarie, dovrà aspettare per ricevere la prima dose di vaccino anti-Covid. E dopo Pfizer, AstraZeneca e Moderna, sbarca in Italia anche il vaccino monodose della Johnson&Johnson: le prime 184 mila fiale dovrebbero essere prese in consegna nell’hub dell’aeroporto militare di Pratica di Mare, alle porte di Roma, fra martedì e mercoledì, altre 300 mila fiale sono attese entro fine aprile, mentre nel secondo trimestre le dosi previste per l’Italia sono in tutto 7,3 milioni. Non mancano però le incognite. Secondo la stampa Usa il colosso americano avrebbe deciso di tagliare in maniera consistente la produzione del vaccino nelle prossime settimane, ma non è chiaro se questo cambio di rotta impatterà sull’Unione Europea e sull’Italia.
Vaccini, Locatelli: limitati dallo scarso numero a disposizione
Alla base del numero ancora limitato delle vaccinazioni nel nostro paese non ci sono stati problemi legati alla logistica o all’organizzazione ma “il numero di dosi disponibili inferiori a quelle che erano state pattuite. L’obiettivo dei 500 mila vaccinati al giorno non è un sogno, è una priorità assolutamente raggiungibile se avremo le dosi che sono state previste”. Ad affermarlo il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Franco Locatelli intervistato dal “Corriere della Sera”. Locatelli ha poi difeso il vaccino di AstraZeneca affermando che è “in grado di proteggere assai efficacemente dal rischio di malattia grave e di morte”. “Si sta considerando di allungare l’intervallo tra la prima e la seconda dose a 42 giorni – ha quindi spiegato – e usare le dosi disponibili per aumentare il numero dei nuovi vaccinati”.
Salvini: “Calendario riaperture graduale e selettivo”
“Un calendario per le riaperture graduale e selettivo a partire da aprile, come richiesto dal professor Locatelli, partendo dalle zone dove il virus è già sotto controllo, per permettere a imprenditori e commercianti di organizzare la ripartenza, e per dare agli Italiani segnali concreti di rinascita e speranza”. Lo afferma ad Affaritaliani.it il segretario della Lega Matteo Salvini, commentando le dichiarazioni di oggi del professor Franco Locatelli, coordinatore del Cts. “Accelerare col piano vaccinale – continua Salvini – come sta facendo il generale Figliuolo nonostante i disastri dell’Europa, approvare entro aprile un coraggioso Decreto Imprese da almeno 50 miliardi, utilizzare in maniera costruttiva ed efficace i miliardi del Recovery Plan, evitando sprechi e ritardi. Questi gli obiettivi della Lega, per aiutare il presidente Draghi e soprattutto l’Italia, perché il 2021 sia l’anno del secondo Rinascimento Italiano“.










