Nonostante gli aumenti rilevati a maggio il livello delle vendite, sia in valore sia in volume, risulta ancora inferiore ai livelli antecedenti la crisi (febbraio 2020). Su base tendenziale continua – secondo l’Istat -, seppure a ritmi inferiori rispetto ad aprile, la sostenuta dinamica di crescita dei prodotti non alimentari, che nel maggio dello scorso anno erano ancora influenzati dalla chiusura di molte attività.

In rallentamento, infine, la crescita delle vendite on-line. Le vendite dei beni alimentari – segnala l’Istat – sono in flessione anche su base annuale. Nel trimestre marzo-maggio 2021, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio aumentano del 3,3% in valore e del 3,5% in volume. Sono in crescita soprattutto le vendite dei beni non alimentari (+5,9% in valore e +6,3% in volume) e sostanzialmente stazionarie quelle dei beni alimentari (+0,1% in valore e in volume).

Tra i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali positive per tutti i gruppi di prodotti ad eccezione di Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (-4,0%) probabilmente a causa della crescita precedente legata al lockdown. Gli aumenti maggiori riguardano Abbigliamento e pellicceria (+82,3%) e calzature, articoli in cuoio e da viaggio (+59,7%). Rispetto a maggio 2020, il valore delle vendite al dettaglio aumenta in tutti i canali distributivi: la grande distribuzione (+8,3%), le imprese operanti su piccole superfici (+19,5%), le vendite al di fuori dei negozi (+19,4%) e il commercio elettronico (+7,2%).