Scoppia in Lombardia la polemica tra le opposizioni per le indiscrezioni del Corriere della Sera secondo cui la zona rossa sarebbe la conseguenza di un mero errore di calcolo dell’Rt da parte della Regione. ”Chiusi per un errore di Regione Lombardia? Paghino i danni a imprese, lavoratori e studenti”, attacca subito il capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Massimo De Rosa. ”La Regione Lombardia risponda di questo imperdonabile errore e paghi i danni a tutte quelle imprese, a tutti quei lavoratori, a tutti quegli studenti che stanno subendo sulla propria pelle gli effetti dell’incapacità di questa Giunta”. E ancora: “Se la notizia fosse confermata il Movimento Cinque Stelle valuterà se intraprendere in tal senso un’azione legale nei confronti della Giunta di centrodestra. Sarebbe gravissimo”.

Subito alza la voce il leader della Lega Matteo Salvini: “Se 10milioni di cittadini lombardi sono stati rinchiusi in casa per mesi in base a dati e valutazioni sbagliate del governo, saremmo di fronte a danni morali ed economici enormi, un vero e proprio sequestro di massa”. “Chi ha sbagliato paghi, chieda scusa e ripari al danno causato”, ha concluso.

In un post successivo poi Salvini scrive: “Nota bene per il governo e per chi calunnia: la Regione Lombardia ha sempre fornito informazioni corrette“.

Gli fa eco il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che in un tweet afferma: “La Lombardia deve essere collocata in zona arancione. Lo evidenziano i dati all’esame della Cabina di regia, ancora riunita. Abbiamo sempre fornito informazioni corrette”. “A Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia per coprire le proprie mancanze“, sottolinea.

Il ministero della Salute replica rimandando a una nota diffusa ieri dalla stessa Regione Lombardia nella quale era scritto: “I tecnici dell’Istituto Superiore di Sanità e della Direzione Generale del Welfare hanno in corso una interlocuzione e, nelle prossime ore, valuteranno una serie di dati aggiuntivi da parte della direzione Welfare lombarda per ampliare e rafforzare i dati standard già trasmessi nella settimana precedente, ai fini di una rivalutazione in vista della Cabina di regia di venerdì 22 gennaio”.

La posizione della Lombardia è stata espressa anche nel decreto presentato al Tar per chiedere di uscire dalla fascia rossa e tornare in arancione. Il nodo è legato all’indice Rt che nell’ultimo monitoraggio trasmesso era superiore a 1,25 e dunque in base ai nuovi criteri fa scattare automaticamente la fascia più restrittiva. Ma la Lombardia contesta che si tratti di una fotografia reale: “Tale dato è in ritardo rispetto al contagio sia perché è calcolato sui sintomatici, i quali sviluppano i sintomi a distanza di giorni dalla data in cui sono entrati in contatto con il virus, sia perché, proprio non considerando il dato dei contagiati non sintomatici, non fa emergere le catene di trasmissione tra asintomatici che restano occulte”.