Antonio Valmaggia è ipnologo da 30 anni, ha fatto regredire a vite precedenti con successo circa 5.000 persone ed è il presidente della “Past life regression school” dove insegna la misteriosa arte dell’ipnosi.

Cosa la portò ad interessarsi di occultismo e ipnosi?

Mi reputo un “figlio d’arte”. Nato da madre sensitiva (come mio nonno, del resto) e padre studioso di parapsicologia, mi sono sempre appassionato di occultismo ed esoterismo e mi resi presto conto di aver ereditato anch’io una particolare sensibilità che mi portava a vivere in momenti storici diversi (presenti o futuri). Si può dire, dunque, che sono nato per intraprendere una carriera in questi ambiti trasformando la mia passione in una professione.

Dove ha compiuto i suoi studi per specializzarsi in questo campo ?

Ho compiuto i miei studi in giro per il mondo: dalla Francia agli Stati Uniti, ma di particolare importanza fu il mio soggiorno in India dove grazie all’insegnamento di grandi maestri appresi molte importanti nozioni.

Nelle religioni (specie quelle orientali) il tema della reincarnazione è un punto cardine della propria dottrina. Tali tesi si avvicinano alla realtà oppure si discostano completamente?

Penso che queste religioni abbiano una visione molto vicina alla realtà.
Presso queste popolazioni, specie in India, il tema della reincarnazione è una credenza comune e molto antica ( furono rinvenuti scritti su tali tematiche risalenti persino al X secolo a.C.) e di conseguenza la gente è ben disposta a parlarne.
Bisognerebbe ricordare, però, che anche il cristianesimo arcaico era basato sulla teoria della reincarnazione, poi sostituita per ragioni più politiche che spirituali.

Quali sono le tecniche di ipnosi più utilizzate nel suo campo?

Le tecniche utilizzate sono molteplici, infatti ogni ipnologo sarà più a suo agio nell’uso di una determinata tecnica anziché altre, che ne determinerà l’efficienza. Per quanto mi riguarda, la voce è il mio mezzo preferito poiché grazie a determinati toni o parole riesco a far andare in ipnosi i miei pazienti in modo da condurli in un viaggio interiore con cui entreranno in contatto con le proprie vite passate.


Siamo tutti predisposti all’ipnosi o qualcuno di più e altri di meno?

Prendendo ipoteticamente un campione di 100 persone solo il 20% di questi sarà in grado di entrare in trance in breve tempo e con estrema facilità. Un altro 20% invece, non è momentaneamente disposto all’ipnosi a causa di grandi tensioni emotive, ansia e stress o per via di una forte tendenza alla razionalità. Le persone rimaste, la maggior parte, sono mediamente ipnotizzabili, in quanto impiegano più tempo a raggiungere le condizioni ideali per lo stato di trance. Proprio per questo prima di compiere una qualsivoglia seduta faccio compilare ai miei pazienti un questionario per comprendere meglio a che “categoria” appartengono.

Ha mai scoperto qualcosa di sorprendente riguardo alle esperienze passate dei suoi pazienti?

Ogni seduta è un’esperienza emozionante sia per me che per i miei pazienti, ma particolarmente affascinanti sono i casi di “xenoglossia”. Questi fenomeni sono alquanto rari, ma decisamente eclatanti poiché l’individuo in trance si diletta a parlare in una lingua a lui sconosciuta, ricordando la propria vita passata in un determinato luogo e tempo, il che è davvero stupefacente!

Ha mai sospettato che qualche suo paziente stesse mentendo? Ha dei metodi con cui prova la veridicità delle affermazioni di chi si sottopone all’ipnosi?

Non ho mai dubitato che un mio assistito stesse mentendo poiché sarebbe estremamente sciocco e controproducente mentire ad una seduta di questo genere. Per quanto riguarda la veridicità o meno dell’esperienza di un mio paziente si può denotare dall’emozione di quest’ultimo e dai suoi comportamenti. Spesso tramite questo tipo di seduta si possono risolvere problemi presenti o arrivare alla comprensione di un turbamento ignoto tramite la riscoperta delle proprie vite passate, tutti fatti che portano a grandi emozioni difficili da nascondere o da “imitare”.

Cosa direbbe a chi non crede o è scettico riguardo ai suoi studi?

Il mio viene spesso additato come un lavoro “di  nicchia “, quello che non molti sanno è il fatto che l’80% della popolazione mondiale creda nella reincarnazione. Ciò significherebbe che il mio non è affatto un mestiere poco conosciuto o di poca rilevanza, ma un lavoro grazie al quale ho l’opportunità di approfondire qualcosa in cui la maggior parte della popolazione crede.

Una tesi spesso utilizzata dagli scettici è il fatto che sul nostro pianeta la popolazione sia aumentata in modo consistenze, ciò significherebbe che la trasmissione dell’anima non sarebbe possibile essendo il numero degli uomini aumentato. Come risponderebbe a tale affermazione ?

Questa ipotesi è più che plausibile, ma ciò si cui non si è a conoscenza è il fatto che non sempre gli esseri umani si incarnano in altri uomini. Può capitare di essere stati un animale, una pianta oppure un individuo alieno proveniente da un altro pianeta. Quest’ultima ipotesi può sembrare assurda, ma spesso i miei pazienti hanno descritto paesaggi alieni con “cieli con due soli” e altre peculiarità a riprova della veridicità di tali affermazioni. Spesso questi individui non si sentono mai a casa o presentano un sentimento latente di estraniazione di cui si possono liberare grazie all’ipnosi.

Pensare di aver vissuto un’altra vita prima della propria nascita e poter vivere ancora dopo la morte, secondo lei, è fonte di conforto o di turbamento per l’uomo?

Per quanto mi riguarda è fonte di grande conforto sapere che la propria anima tornerà a vivere innumerevoli volte. Questo renderebbe la morte meno spaventevole e più rassicurante, poiché l’uomo avrà la certezza di non sparire del tutto e che una traccia del proprio vissuto rimarrà ai posteri.

Sito web del Prof. Valmaggia:
Viteprecedenti.com