Appassionato sin dalla più tenera età di mare e navigazione, definendosi lui stesso un eterno trasgressivo, Gian Maurizio Fercioni è stato il primo ad aprire a Brera nel 1967 uno studio di tatuaggi, quando questi erano ancora visti come scandalosi e disobbedienti. Lupo di mare, gran viaggiatore e scenografo della Scala, il suo motto marinaro che ha sempre tatuato  è “Testa in lisca” ovvero “Non ce n’è per nessuno: al comandante si deve obbedire, sempre e comunque”. Lo ha intervistato per Edizione Straordinaria, Marilù Ianniello.