In recupero il dato sulla produzione industriale, per il quinto mese consecutivo. Lo rivela l’ultima indagine dell’Istat che fotografa le buone performance congiunturali di tutti i settori, esclusa la produzione farmaceutica, con un rimbalzo a due cifre su aprile 2020, periodo caratterizzato dalle misure legate a lockdown e allarme sanitario. Secondo l’elaborazione dell’Istat nel mese di aprile l’indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dell’1,8% rispetto al mese di marzo scorso.

Considerando la media del periodo febbraio-aprile, poi, il livello della produzione è cresciuto dell’1.9% trimestre su trimestre. Si tratta dunque del quinto mese consecutivo di crescita congiunturale, con il livello dell’indice della produzione industriale che di fatto recupera e supera i valori registrati prima della pandemia (+1,2% su febbraio 2020). Recupero e crescita dunque, che passa attraverso i settori manifatturieri della fabbricazione di macchinari e attrezzature, i trasporti, cresciuti del 6,7% su marzo 2021, il tessile (+3,6%).

In questa dinamica positiva nella quale tutti i principali settori di attività registrano Incrementi su base mensile, spicca la performance osservata in particolare per i beni strumentali che di fatto trainano la ripresa (+3,1% mese su mese). Insomma, «la polemica sul blocco dei licenziamenti e la sua proroga credo abbia perso ogni fondamento. I dati economici stanno significando che il Paese è ripartito», ha commentato ieri il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi.
L’intesa per un allungamento del blocco dei licenziamenti è quasi già scritta. Basta parlare con i deputati e scorrere gli emendamenti al Decreto Sostegni bis, depositati ieri pomeriggio in commissione Bilancio alla Camera. Tutti i gruppi parlamentari della maggioranza sono sostanzialmente d’accordo ad approvare una proroga selettiva del blocco dei licenziamenti per i settori del tessile, abbigliamento, moda, pelli e calzature. Anche la Lega e Forza Italia, pur non avendo presentato modifiche. A smarcarsi sono i 5 stelle e i renziani, però il responsabile economico di Italia viva e presidente della commissione Finanze, Luigi Marattin, lascia una porta aperta: «La mediazione che aveva raggiunto Draghi con la fine del blocco generalizzato al 30 giugno e la gratuità della cassa ordinaria fino a dicembre, con contestuale impegno a non prevedere esuberi, per noi è una posizione equilibrata, seppur un unicum mondiale». Marattin è pronto a discutere una proroga selettiva: «Vogliamo sapere per quali settori, per quanto tempo e quanto costa alle casse pubbliche». I deputati di Leu hanno firmato una proposta per spostare il divieto di licenziare al 31 ottobre per tutti, così come chiesto dalla Cgil.