Il comunismo è  più vivo che mai, e marcia insieme a noi… Anche se, come era facile prevedere, la maggior parte degli articoli e dei servizi televisivi dedicati al centenario dalla fondazione del partito comunista italiano si sono rivolti al passato.

Certo, da raccontare sulle vicende del secolo scorso c’è parecchio, a cominciare dal flusso inarrestabile di finanziamenti occulti da Mosca che hanno accompagnato, foraggiato e diretto le mosse del Pci in Italia. Questi retroscena sono raccontati nel saggio che ho scritto con Francesco Bigazzi, ed è stato appena pubblicato dall’editore Paesi con il titolo “Berlinguer e il diavolo, dall’oro di Stalin al petrolio di Gorbacëv, i grandi segreti di Botteghe Oscure“.

Sono vicende che scottano, sia per la portata complessiva dei finanziamenti sovietici al Pci, calcolabili in mezzo miliardo di dollari, sia per l’attività segreta condotta all’ombra delle Botteghe Oscure, inclusi gli addestramenti militari e la rete spionistica orchestrata da Mosca. Il libro contiene anche rivelazioni importanti, come il fatto che il famoso “strappo” di Berlinguer dall’Urss, che accompagnò la stagione dell’eurocomunismo, venne in realtà concordato con il Cremlino.

Ma non sono da trascurare i legami con il presente. Perché gli ultimi “pensieri lunghi” di Berlinguer sono sopravvissuti alla sua morte, e costituiscono oggi l’humus ideologico del Partito Democratico di Zingaretti. Dal pacifismo al “Green Deal” programmatorio, dal femminismo alla moltiplicazione dei diritti, fino alla censura dei social dietro al paravento della lotta agli “haters”. Un piano egemonico all’insegna del pensiero di Gramsci, che Berlinguer considerava a suo tempo alternativo all’aggressività militare sovietica, e oggi si ripresenta in forma più avvolgente e aggiornata. Questo filo rosso deve indurci a meditare sulla portata della ombra postcomunista che ancora grava sulla democrazia italiana e mette a rischio le nostre libertà.

Dario Fertilio