Il Green Pass per fare tutto. Andare al ristorante, consumare in un bar, fare le vacanze. Insomma, un deterrente all’economia, già totalmente devastata dalla pandemia. Sul contagio e sulle contromosse per contenerlo, Mario Draghi non media. Anzi, risoluto, perde l’abituale aplomb. «Chi invita a non vaccinarsi invita a morire. Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire: non ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno muore», le parole pronunciate, illustrando alla stampa il decreto appena licenziato in Consiglio dei ministri. Una contrapposizione ferma ai no vax e alle forze politiche che li blandiscono. Matteo Salvini non si attendeva una censura tanto esplicita, una reprimenda così plateale: «Sorpresa», è la parola che fonti della Lega fanno filtrare a tarda sera, per descrivere lo stato d’animo del segretario che aveva definito «inutile» la vaccinazione per gli under 40.

A difendere le posizioni del leader della Lega ci pensano addirittura da altri partiti. Salvini non e’ un no vax, ha invitato alla prudenza. In questi tempi è facile ricadere in contenitori, bisogna stare invece attenti. Le discoteche, invece, potrebbero riaprire in sicurezza, a capienza ridotta e con i giusti controlli”, dice questa mattina il Sottosegretario alla salute Pierpaolo Sileri a The Breakfast Club, su Radio Capital. “Non ho dubbi – continua poi – che gli onorevoli dovrebbero essere tutti vaccinati, ma il Parlamento è un luogo di lavoro, come tale non ha obbligo di green pass. Non metterei obbligo vaccinale nelle aziende. Se dovessero salire i contagi a dismisura bisognerebbe pensare a strumenti che incentivino la vaccinazione, non l’obbligo“.

Legittimamente possono esserci posizioni diverse, Salvini non ha mai detto non vaccinatevi, ha detto concentriamoci sulle categorie fragili“. Così il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, intervenendo alla trasmissione radiofonica Radio Anch’io su Rai Radio1. “Buttare ogni frase come uno scontro tra persone e tra partiti è sbagliato – ha detto -. E in questo c’è una responsabilità di alcuni organi di informazione. Ci sono passaggi che rendono difficile applicazione delle norme: chi controlla e soprattutto come le norme vengono fatta applicare, non possiamo pensare di mettere sulle spalle del barista o del ristoratore l’onere di fare il bodyguard, quindi su questo lo Stato ci deve essere“, ha concluso.

Giustizia, sì del governo alla fiducia

Ieri è stata l’occasione per il premier di rilanciare la riforma della giustizia. Mario Draghi definisce «un passaggio abbastanza rapido» l’esame in Consiglio dei ministri della riforma del processo penale. Quando si presenta in conferenza stampa l’annuncio è di questo tenore: «Ho chiesto l’autorizzazione di porre la fiducia».

Il premier spiega le ragioni della scelta: «C’è stato un testo approvato all’unanimità in consiglio dei ministri e questo è un punto di partenza, siamo aperti a miglioramenti di carattere tecnico». In sostanza la posizione del premier non muta rispetto all’incontro con il presidente in pectore dei 5 Stelle Giuseppe Conte. L’esecutivo e il ministro della Giustizia Marta Cartabia restano comunque «molto disponibili» al confronto.

Il ministro Franco: riforma fiscale graduale

Un prelievo «meno distorsivo possibile, stabile nel tempo e al contempo equo» che «favorisca la coesione sociale», ma anche «semplificato e razionalizzato», per «sostenere una crescita economica sostenibile e duratura». Daniele Franco tratteggia i punti fondamentali della riforma fiscale cui il governo sta lavorando e che potrebbe vedere una prima luce entro le prossime settimane. Ma sulle modalità e sul calendario dell’attuazione pesa l’incognita più pesante: quella delle risorse, che «oggi non siamo in grado di definire» perché le varianti del Covid rendono incerte le prospettive economiche e soprattutto «non abbiamo certezze» sulle nuove spese per affrontare «le trasformazioni strutturali indotte dalla pandemia», nella sanità e non solo.

Bce, indicazione di tassi bassi ancora a lungo

 La Bce resta “paziente” sui tassi e mantiene un’intonazione di politica monetaria “persistentemente accomodante” perché il nuovo obiettivo simmetrico di inflazione al 2% nel medio termine è ancora lontano, perché i tassi dell’economia sono vicini al limite inferiore e prima di rialzarli la banca centrale deve essere molto prudente, perché le incertezze della pandemia, e della nuova variante Delta, gettano un’ombra sulla ripresa che si presenta altrimenti robusta. Il Consiglio direttivo di Francoforte ha poi tradotto le nuove linee guida nelle sue indicazioni prospettiche, la cosiddetta forward gui dance, attraverso la quale illustra come si attende che si muoveranno tassi e acquisti di titoli in relazione ai prezzi.

Primo accordo al G20 sull’ambiente

 Nel primo giorno del G20 di Napoli la presidenza italiana incassa l’accordo sull’ambiente, «un accordo unico, un impegno importante che hanno preso tutti i paesi» spiega Cingolani. Sull’esito della seconda giornata, quando sul tavolo finiranno temi delicatissimi ed altamente divisivi, come l’energia e la decarbonizzazione, invece, le nubi non si sono ancora dissolte. «Speriamo di riuscire a concludere – dichiara il titolare del Mite in conferenza stampa -. Ci stiamo lavorando come i matti, lo faremo sino all’ultimo minuto utile. Per trovare una quadra lavoreremo anche sugli aggettivi».