Sul green pass “resto contrario, sono contento che non sia passato il cosiddetto modello francese che sarebbe stato molto più restrittivo. Abbiamo cercato di limitare i danni che sarebbero derivati nel caso di applicazione estensiva. Avremmo tolto i diritti civili a 30 milioni di persone. Vedremo fra 15 giorni”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il leader della Lega Matteo Salvini. “Il presidente ha fatto questa scelta d’intesa con Speranza. Noi avremmo agito diversamente. A differenza dei 5 Stelle che minacciano e poi non fanno nulla, noi se abbiamo qualcosa da dire lo diciamo a voce alta ma non mettiamo a rischio gli equilibri”, aggiunge e, sulle parole di Draghi nei suoi confronti, dice: “Sono rimasto stupito negativamente. Ma non voglio commentare le sue parole. L’avevo sentito prima del Consiglio dei ministri e avevamo dialogato amabilmente su tante questioni. Se aveva qualche osservazione da muovermi poteva dirmelo al telefono e non attraverso una conferenza stampa”.

Salvini dice di capire “i tanti che si lamentano. A loro dico di avere fiducia, noi non cambieremo idea e ci batteremo sempre per tutelare la libertà di scelta e per evitare che vengano imposti obblighi (per esempio a scuola) inaccettabili. Io sono per la libertà di scelta. Da vaccinato non voglio imporre niente a nessuno. Se tanti hanno deciso di sottoporsi alla vaccinazione sono contento per loro. Però, stiamo attenti alle controindicazioni”. Sulla vaccinazione per i giovani ribadisce che “gli scienziati e i governi inglese e tedesco sconsigliano il vaccino sotto i 18 anni. E ricordo che in Italia per il Covid è morto un solo ragazzo sotto i 20 anni. Poi, se qualcuno vuole imporre l’obbligo vaccinale vada in Parlamento e vedremo. Io non sono d’accordo”. Pensa che succederà? “Non succederà mai”.