«Green pass obbligatorio, lotta perché non accada». Una scritta campeggia nelle chat dei vigili urbani di Roma Capitale, insieme all’immagine di una svastica su sfondo verde. Insomma anche le forze dell’ordine hanno una mente ed una ragione. I vigili di Roma paragonano il green pass al nazismo. A scriverlo è oggi Lorenzo De Cicco sul quotidiano Il Messaggero. «Il paragone con il nazismo è improponibile? – si domanda Marco Milani,  segretario romano aggiunto del Sulpl, il sindacato unitario dei lavoratori della polizia locale, intervistato dal quotidiano -. Forse sembrerà improponibile oggi, ma anche quando c’era il nazismo la stessa scienza ti diceva per esempio che l’omosessualità era una malattia e quindi se non ti curavi dovevi metterti la stella gialla», ha detto.

Poi però sottolinea: «Quello che scrivo sui social lo dico da cittadino, non da sindacalista o da vigile, non c’entra nulla». E sulle multe spiega: «Io farò di tutto per non essere destinato ai controlli sul Green pass. Poi stiamo parlando di dpcm, sono solo atti amministrativi, hanno la stessa valenza della doppia fila: non c’è obbligo di contravvenzione». Sugli altri colleghi: «Vedrete il tasso di applicazione delle contravvenzioni per il green pass, sarà nullo. E attenzione: non sono mica no-vax, io sono vaccinato, ma non vaccinerò mai i miei figli. Per tutti i minori dovrebbe essere così, non c’è motivo».