Continuano ininterrotte da tempo le proteste di cittadini e lavoratori contro la certificazione verde. Una delle ultime forme di contestazione è andata in scena nell’Istituto comprensivo Nord di Prato, dove il preside Riccardo Fattori si è trovato a dover mandare a casa 700 alunni della scuola media Fermi e della quinta della primaria Meucci perché non c’erano bidelli a garantire il regolare servizio di sorveglianza.

Le lezioni sono state così sospese a causa dello sciopero nazionale indetto da Anief e Sisa, al quale hanno aderito “praticamente tutti i collaboratori scolastici della Fermi per protestare soprattutto contro il green pass obbligatorio.

Le rivendicazioni di Anief sono molteplici: in primis, la questione del green pass obbligatorio, l’assenza di misure per ridurre il fenomeno delle “classi-pollaio”, l’indennità rischio covid per i dipendenti. Inoltre, sul piano organizzativo, le prime a varcare la soglia dei cancelli dovevano essere le prime classi, alle ore 8. A seguire, alle 9, le seconde e le terze. Un piano di entrate e uscite scaglionate che prevede più postazioni di personale Ata per il controllo degli accessi.

Le parole del preside: «Avendo diverse assenze tra i collaboratori scolastici, è bastato poco perché si determinasse una situazione come quella che ha portato a tenere le scuola chiusa nel suo primo giorno di attività ».

Dieci le unità mancanti in tutto il comprensivo Nord a causa di assenze dovute soprattutto a motivi di salute e congedi. Nei prossimi giorni la scuola provvederà a convocare i supplenti temporanei attingendo dalle graduatorie d’istituto: non era possibile farlo entro il 15 settembre perché prima bisognava assegnare gli incarichi annuali, com’è avvenuto durante la doppia tornata di convocazioni a livello provinciale che si sono svolte lunedì e martedì per il personale Ata

Il green pass continua a dividere ed inasprire gli animi. Lo sciopero ha certamente causato disagi, ma è necessario e doveroso ascoltare le istanze del personale scolastico.