«Non vediamo l’ora di tornare ad accogliervi, è arrivato il momento di prenotare le vostre vacanze in Italia». Uno spot di tutto rispetto, con un testimonial d’eccezione – il premier Mario Draghi – quello di ieri durante il G20 sul turismo. Draghi si è rivolto direttamente ai turisti mentre annuncia a sorpresa che l’Italia giocherà d’anticipo e, un mese prima dell’Europa, varerà il suo green pass nazionale: un certificato verde per vacanze italiane senza più quarantena a patto d’essere stati vaccinati con un farmaco già approvato dall’Aifa, guariti dal Covid o negativi al test.

«Dalla seconda metà di giugno – annuncia il premier – sarà pronto il Green pass europeo. Intanto il governo italiano ha introdotto un pass verde nazionale che sarà in vigore da metà maggio». Si questo punto non ci sono divisioni: persino il più rigorista dei ministri, Roberto Speranza, ha appoggiato la svolta di Draghi, che si completerà con l’abolizione della quarantena, dal 15 maggio, per chi proviene dall’estero.

Ora la partita è sul coprifuoco, con la Lega sempre in pressing per rimuovere il blocco delle 22: il ministro del Turismo Massimo Garavaglia si dice «fiducioso che la misura in tempi brevi possa essere rivista favorevolmente». E a questo punto è probabile che, proprio dal 15 maggio, verranno allentate le limitazioni alla circolazione notturna. Ma è un traguardo che sarà raggiunto in un clima di tensione dentro il governo. Il segretario del Pd Enrico Letta lo dice chiaro a Draghi quando alle 11 del mattino viene ricevuto a palazzo Chigi: così è complicato andare avanti.

Intanto sul Dl sostegni è arrivato l’ok dal Senato alla cessione dei crediti d’imposta maturati dalle imprese per investimenti in beni strumentali previsti dal piano Transizione 4.0. La novità arriva dalle commissioni Bilancio e Finanze con l’approvazione di due emendamenti al Dl Sostegni. L’obiettivo è garantire liquidità alle imprese consentendo di monetizzare i crediti d’imposta maturati con gli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali (come i software). Tra i beni strumentali il cui acquisto è incentivato sono inclusi sia quelli 4.0 (ex iper ammortamento) sia quelli tradizionali (ex super ammortamento). La cedibilità, che scatterà dall’entrata in vigore della legge di conversione del Dl e durerà fino al 31 dicembre 2022, non si applica ai crediti d’imposta per gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione e a quelli per le spese in formazione 4.0. Per rendere operativa la cessione sarà necessario un provvedimento delle Entrate.

Oltre 100 gli emendamenti approvati in commissione al Senato. Fra questi anche la possibilità di cessione e sconto in fattura per il bonus mobili. Inoltre, salta la prima rata dell’Imu per le imprese che hanno perso più del 30% del fatturato, il canone Rai per alberghi, ristoranti e bar, e la Tosap, la tassa sull’occupazione di suolo pubblico. Si avvia un graduale sblocco degli sfratti per morosità (centomila quelli pendenti), mentre i proprietari non dovranno versare l’Irpef sui canoni non riscossi anche per i contratti stipulati prima della pandemia. Ci sarà più tempo per utilizzare i voucher per viaggi e concerti saltati. Arrivano ristori una tantum di mille euro per le start up non toccate finora dagli indennizzi. Spunta un fondo per garantire l’assegno di mantenimento ai separati e divorziati in difficoltà economica. Dieci milioni sono invece previsti per i comuni che individueranno sedi alternative alle scuole per allestire i seggi delle prossime elezioni. Altri micro stanziamenti sono stati decisi per le tv locali, i bus turistici, i maestri di sci.

Recovery, Cingolani: “L’Ue apprezza il piano italiano”

Una valutazione ufficiale dell’Ue sul Recovery plan arriverà entro giugno ma, secondo il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, intervistato da La Stampa, “partiamo da una condizione ottima, i primi report sono buoni, anche grazie all’interlocuzione continua che abbiamo avuto con la Commissione”.

Spiega che il vicepresidente della Commissione Timmermans “ha usato parole molto incoraggianti, le impressioni sono positive e hanno apprezzato il fatto che siamo riusciti a mantenere la scadenza del 30 aprile per la consegna del Piano di ripresa e resilienza”. Non ha dubbi: funzionerà “perché’ siamo sotto la lente di ingrandimento“, “abbiamo preso di gran lunga più risorse di tutti” e “poi i giovani spingono dal basso“: “Mi sembra una motivazione forte per non sprecare tutto tra lentezze e burocrazia”. Quanto ai rapporti nel governo, afferma che “al di là della normale dialettica politica, siamo concentrati sulle cose fare nel breve termine: abbiamo consegnato il nostro Piano, ora dobbiamo definire le regole per garantirne la realizzazione. Quando avremo finito, noi tecnici torneremo a fare quello che facevamo”.