Il governo Draghi è in carica. Poco dopo le 12 l’ex presidente della BCE ha giurato davanti al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Si apre così ufficialmente l’esperienza a Palazzo Chigi di MarioDraghi. La cerimonia della campanella sancirà il passaggio di consegne con l’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
Nel salone delle Feste, con una disposizione dettata dalle regole di distanziamento anti-Covid, il giuramento è all’insegna della sobrietà, senza giornalisti e fotografi. La formula di rito viene recitata in un insolito silenzio, con le mascherine indossate, senza strette di mano e con la penna sanificata a ogni firma.
Mercoledì prossimo si voterà al Senato e alla Camera, tranne nuove disposizioni.
E’ un governo misto, tecnico-politico. In realtà non è un governo politico e nemmeno misto. La formula resta quella chiesta dal Colle: anche i politici hanno un ruolo tecnico e di scopo. La struttura prevede due cerchi concentrici: il team di esperti per riscrivere il piano per i fondi Ue e gli esponenti di partito sui temi chiave – Pa, Sviluppo, Turismo e Lavoro. Quella tecnica, molto vicina alle idee e al metodo di Draghi, sarà impegnata nei ministeri chiave per l’attuazione del Recovery Plan: Giustizia, Interno, Economia, Infrastrutture, Innovazione tecnologica, trasformazione ecologica, Università, Istruzione. E quella politica, con una accurata spartizione dei ministeri in base alla rappresentanza parlamentare. Su questo fronte, significativi gli incarichi allo Sviluppo Economico e al Lavoro, con il leghista Giancarlo Giorgetti e il democratico Andrea Orlando che saranno impegnati a gestire le conseguenze più dure della crisi economica.










