Un “piano semplificazioni” per accelerare sulle opere pubbliche. Il ministro delle Infrastrutture e della mobilita’ sostenibile, Enrico Giovannini, ne parla in un’intervista a Repubblica spiegando che per velocizzare le opere non bisogna agire solo sul Codice degli appalti, ma anche sulle procedure burocratiche. A suo avviso “non possono essere i commissari l’unica soluzione, ne’ si può pensare di replicare il modello Genova dal momento che lì si è operato in condizioni straordinarie e irripetibili”. Su Alitalia afferma: il cosiddetto spezzatino “non è sinonimo di una compagnia piccola. Puntiamo ad un vettore robusto, competitivo, ma non verticalmente integrato”.

Tra le 58 opere per cui il Parlamento ha dato il via libera al commissariamento (per un valore complessivo di 66 miliardi) c’è anche l’alta velocità Salerno-Reggio Calabria. Qui i lavori partiranno “in tempi brevi – dice il ministro – perché’ il Parlamento ha accettato la lista delle opere e dei commissari che avevamo presentato”. Giovannini poi fa sapere che “entro aprile sarà poi pronto un secondo decreto per sbloccare altre opere da approvare entro giugno”. “Con i ministri Roberto Cingolani, della Transizione ecologica, e Dario Franceschini, dei Beni culturali, cominceremo domani (oggi, ndr) a ragionare su come velocizzare le fasi di competenza ministeriale, tra cui la indispensabile valutazione di impatto ambientale. Sul piano procedurale si può certamente guadagnare tempo, ma anche in questo caso bisogna aumentare le risorse umane dedicate a questa fase così importante”, spiega.

Ora bisogna fare le intese con le Regioni sulle opere locali, poi la firma di Mario Draghi. Giovannini esprime «soddisfazione» per aver superato indenne un passaggio politico delicatissimo e per poter «accelerare la realizzazione di 58 opere importanti per lo sviluppo del nostro Paese, attese da molto tempo da cittadini e imprese». Ne beneficerà tutto il Paese – afferma il Ministro – «e in particolare il Mezzogiorno, dove è prevista la quota maggiore di investimento».

L’avvio delle attività «fornirà anche uno stimolo all’occupazione e alla ripresa economica, consentendo uno spostamento del traffico a favore del trasporto ferroviario, in linea con l’obiettivo di uno sviluppo più sostenibile».