A Londra si stanno nuovamente rallentando le misure restrittive che hanno caratterizzato la vita dei cittadini durante la pandemia. Boris Johnson dovrebbe annunciare oggi stesso il “liberi tutti”: niente mascherine nemmeno al chiuso e addio al distanziamento, nonostante la variante Delta. In molti hanno iniziato ad accusare il premier britannico di pressapochismo e mancata cautela. Ma chi ha ragione nella lotta tra l’estrema paura e l’addio alle restrizioni? La verità è sempre in mezzo, si sa. In questo caso però il ritorno alla vita fa parte di un percorso prescritto che dovrebbe portarci a convivere con il coronavirus, per un’inevitabile passo verso il mondo post-Covid.

Il Covid esiste, è ancora tra noi – anche se la sua diffusione si è decisamente attenuata negli ultimi mesi – e non ci abbandonerà presto. Dovremo insomma convivere con il virus ancora a lungo ed è impensabile che si possano fare ancora mille rinunce. Rinunce alla vita, al corso naturale delle cose. Rinuncia a tutto quello che ci circonda. Agli affetti, agli amici, ad una vacanza. Rinunciare significa rimandare. Rimandare non è possibile per chi vive veramente. Rimandare significa anche morire. Far morire l’economia. Far morire i nostri sogni. Far morire noi stessi e le future generazioni.

In Inghilterra a brevissimo si potrà tornare a vivere: si tornerà ad esempio nei pub con la possibilità di ordinare e bere anche al bancone. Tutto questo dal 19 luglio, il nuovo “giorno dell’indipendenza dal Covid” nel Regno Unito, dopo il rinvio della data originaria del 21 giugno scorso a causa dell’alta diffusione della variante Delta. Johnson parlerà di “buonsenso” e “responsabilità individuale” per l’uso di mascherine, soprattutto nei mezzi pubblici. È chiaro che bisognerà continuare a rispettare le norme, soprattutto con l’uso del buonsenso. La pandemia non è finita. Ma la vita nemmeno.