Gaffe istituzionale senza precedenti quella di stamattina della giunta capitolina, alla presenza della sindaca di Roma Virginia Raggi e del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Durante l’inaugurazione di largo Carlo Azeglio Ciampi, intitolato all’ex Capo di Stato su lungotevere Aventino nel tratto sotto il Giardino degli Aranci, è emerso che sulla targa era stato scritto Azelio senza G.
“La targa si è scheggiata, la cerimonia è rimandata”, la versione ufficiale del Cerimoniale del Campidoglio. Ma sotto il telo giallorosso l’errore si vede in maniera evidente. Alla cerimonia erano presenti anche i presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico ed Elisabetta Alberti Casellati.
La Raggi ha provato a “mettere le toppe” all’errore (orrore!) ma con pochi risultati. “Sono stata avvisata questa mattina, ho dato subito l’ordine di procedere ad una nuova targa che infatti già adesso è collocata al suo posto”, ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi a margine di una conferenza stampa in Campidoglio. Ma ormai il danno è stato fatto.
Gualtieri: “Errore figlio del pressappochismo di Raggi”
“Da grandissimo italiano qual è stato, Carlo Azeglio Ciampi si sarebbe fatto probabilmente una risata. Ma in questo incredibile errore c’è molto del pressappochismo dell’attuale amministrazione comunale di Roma. È davvero ora di voltare pagina”, ha scritto su Twitter Roberto Gualtieri, candidato sindaco del Pd alle primarie del centrosinistra.
Casu (PD): “Figuraccia storica”
“Oltre a confondere l’arena di Nimes con il Colosseo, la Raggi non conosce neanche i nomi del Presidente Ciampi. Una figuraccia storica, l’ultima di una lunghissima serie che fortunatamente finirà presto. Roma merita di più”, il commento del segretario romano del Partito democratico, Andrea Casu.
Calderoli: “Raggi come la contessa Mazzanti di Fantozzi”
“Prima riescono a sbagliare il nome inciso sulla lapide dell’ex presidente Carlo Azeglio Ciampi, perdendosi per strada una G, poi spiegano che la lapide si è scheggiata e bisogna rimandare la cerimonia commemorativa, rimandando indietro le tre più alte cariche dello Stato, il presidente della Repubblica e quelli del Senato e della Camera. Povera città di Roma, povera Capitale, questa è la degna conclusione del quinquennio della giunta Raggi”. Lo afferma il senatore delle Lega Roberto Calderoli. “Spiace per il compianto Ciampi che non meritava che il suo nome e la sua memoria finissero loro malgrado in questa vicenda, che mi ricorda la trasposizione nella realtà della mitologica sequenza cinematografica di Fantozzi del varo della nave da parte della Contessa Mazzanti Serbelloni Vien dal Mare…”, conclude il vice presidente del Senato.
Becchetti (Lega): “Da Raggi solo balle e pressapochismo”
“Oltre all’apriscatole, regaleremo un abbecedario alla Raggi. Le evidenzieremo per bene la lettera G. Quella che manca sulla targa del largo che il Comune ha appena intitolato al Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Raggi: solo balle e pressappochismo, senza nemmeno le basi della storia recente del nostro Paese. Basta insultare Roma. A casa”. Lo ha detto il coordinatore romano della Lega, Alfredo Becchetti.
Mocci (Lega): “Raggi ha fatto fare alla città una figura vergognosa”
“La Raggi può ordinare quello che vuole, cambiare tutte le targhe che vuole. Questa mattina, alla presenza di tutte le più alte cariche dello Stato, la Raggi ha fatto fare a Roma una figura vergognosa. Questa incompetenza richiede se non le auspicate dimissioni almeno una scusa pubblica”. Lo dichiara in una nota il capogruppo della Lega in Municipio XV, Giuseppe Mocci.
Bordoni (Lega): “Grillo sarebbe orgoglioso del siparietto di Raggi”
“Clamoroso errore davanti al capo dello Stato Mattarella e ai figli del compianto presidente Ciampi che il Comune di Roma aveva intenzione di celebrare con l’intitolazione di un largo del lungotevere Aventino. Cerimonia con targa coperta e poi sostituita, arrivano le scuse dal Campidoglio? No, sindaca Raggi e consiglieri M5s parlano di semplice errore quando invece la superficialità e l’approssimazione di questa amministrazione arriva a fare pasticci anche con la memoria storica del nostro Paese”. Così in una nota il consigliere capitolino della Lega-Salvini Premier Davide Bordoni. “‘L’ovvio non lo controlla mai nessuno’ era solito dire il Beppe Grillo nel corso dei suoi spettacoli – ricorda Bordoni -. Questa volta di ovvio c’è che in Campidoglio hanno voluto ricordare un presidente della Repubblica di cui non sanno scrivere il nome, e di comico ci sono figuracce rimediate dalla sindaca Raggi degne di un siparietto comico e Grillo ne sarebbe orgoglioso”, conclude.










