PARIGI. La mobilitazione degli studenti dei licei francesi è diventata una crisi nazionale. Venerdì 2 ottobre circa 400 istituti restano chiusi per decisione delle autorità, con le lezioni svolte a distanza, dopo giorni di blocchi, scontri con la polizia e incendi.
Secondo il ministero dell’Interno, giovedì 1 ottobre gli istituti coinvolti erano 1.027 su circa 3.700 licei, quasi uno su tre, e 222 risultavano completamente bloccati. I fermati hanno raggiunto quota 1.949. La protesta si è allargata anche ad alcune università.
Le origini della protesta
Il movimento è nato nei licei della periferia parigina, in particolare a Saint Denis, per denunciare la carenza di insegnanti, le classi sovraffollate, gli edifici in condizioni precarie e la scarsità di risorse per la scuola pubblica. In pochi giorni si è esteso a Marsiglia, Nantes, Lione, Strasburgo, Tolosa, Lille, Rouen e Rennes.
Con il passare dei giorni i cortei hanno assunto toni sempre più violenti. A Nantes è stato incendiato l’atrio del liceo Nelson Mandela. A Marsiglia il preside e il vice del liceo Victor Hugo sono stati cosparsi di benzina e un mezzo dei vigili del fuoco è stato dato alle fiamme. A La Ciotat, secondo Le Figaro, il preside del liceo de la Méditerranée è stato cosparso di benzina e picchiato. Nel nord del Paese un dirigente scolastico è rimasto ferito dal lancio di un razzo da fuochi d’artificio.
Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha parlato di 65 membri del personale scolastico feriti, tra cui 40 presidi, e di oltre 100 scuole gravemente danneggiate. «Nessuna rivendicazione può giustificare tali atti», ha scritto sui social.
La risposta del governo
Il premier Sébastien Lecornu ha convocato a Matignon una cellula di crisi interministeriale e ha indicato tra i responsabili dei disordini La France Insoumise e l’estrema sinistra. Il ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha riunito d’urgenza i 36 procuratori generali e ha chiesto di far valere la responsabilità civile dei genitori per i danni provocati dai figli.
Venerdì Geffray incontra in successione i sindacati del personale scolastico, le associazioni dei genitori e le organizzazioni studentesche, con l’obiettivo di «costruire risposte concrete». Gli studenti dell’Union syndicale lycéenne hanno già annunciato un «atto due» della mobilitazione e una nuova giornata d’azione martedì 6 ottobre.
La crisi dei licei arriva a sette mesi dalle elezioni presidenziali del 2027 e promette di pesare sul confronto politico francese dei prossimi mesi.






