Non ha perso tempo Roberto Fico che ieri ha iniziato le sue consultazioni per trovare una maggioranza e mettere fine a questa crisi di governo che ha tanto il sapore amaro dell’inconcludenza. Si ha quasi la sensazione che si stia perdendo tempo utile per la programmazione di risorse importanti per i cittadini (si veda il Recovery plan). Lo sa bene Mattarella che vuole chiudere e in fretta.

Pare che Conte avrebbe accolto con delusione il mancato reincarico e che l’incognita Italia Viva metterebbe in agitazione Palazzo Chigi per le eventuali richieste che Renzi potrebbe avanzare. Si va da un corposo rimpasto (via Bonafede, la Azzolina e la De Micheli) ad un ridimensionamento dei poteri del Commissario per l’emergenza Arcuri. Il gossip racconta che anche Rocco Casalino è sulla lista delle persone sgradite a Renzi, anche se le smentite sono arrivate prontamente. Ma a preoccupare Conte c’è anche l’ipotesi dell’eventuale richiesta di due Vice premier che vedrebbero il suo ruolo nettamente ridimensionato.

Entro martedì Fico dovrebbe poter essere in grado di scrivere un contratto di programma e verificare se la maggioranza giallo-rossa è ancora capace di stare insieme. Italia Viva compresa. Oggi i partiti dovrebbero consegnare i loro punti irrinunciabili in documenti scritti al presidente della Camera. Poi, forse già stasera, partirebbe un tavolo per capire se quelle condizioni possono stare assieme. In 96 ore Fico dovrebbe fare quello che il presidente del Consiglio non ha fatto in due mesi. I nodi programmatici di cui da ieri si discute, sono infatti gli stessi rimasti a marcire sul famoso “tavolo del programma” organizzato a Palazzo Chigi e archiviato con un nulla di fatto.

Durante le consultazioni di ieri sono emerse, come al solito, posizioni e contraddizioni all’interno dei partiti. Fico prova a mettere panacea tra le fila pentastellate, ma con poco successo. All’interno del M5S ancora si litiga sull’eventuale ritorno dalla finestra di Matteo Renzi. Tra i conservatori del M5S pensano che la “galassia 5stelle sia scomparsa” e che “ormai c’è solo un buco nero, con un nome e un volto, quello dei vertici, che si sta mangiando tutto ciò che resta del Movimento”. Mentre il leader di Italia Viva dichiara: “La scelta del presidente Mattarella è stata come sempre saggia. E finalmente si parla di contenuti”. Renzi ha chiesto a Fico di verificare la disponibilità di un accordo sui temi indicati da Italia Viva, sottolineando la necessità di un accordo scritto. Nessuno deve imporre diktat agli altri, Italia Viva è pronta a discutere su tutto ma si aspetta che questo sia reciproco con le altre forze.

Poi Nicola Zingaretti: “Il Pd chiede la scrittura di un programma di fine legislatura con la maggioranza che ha sostenuto Conte nel suo secondo mandato e con le forze che hanno dato l’ultima fiducia”. Per Salvini “il mandato a Fico è tempo perso, diamo fiducia agli italiani e non a questi parlamentari”.

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi pensa che, rispetto a un governo istituzionale, ora sia meglio provare a fare “il governo politico“. Ma nel caso in cui questa ipotesi dovesse fallire “accompagneremmo con rispetto le decisioni del capo dello Stato”, dice in un’intervista al Corriere della Sera, nella quale aggiunge che il colloquio con il presidente della Camera Roberto Fico è andato “molto bene”. L’ex premier spiega di non aver aperto subito al Conte ter “perché questa insistita personalizzazione su Conte tradisce il vero problema. Che non è il nome del premier, ma la direzione del Paese” e i progetti. Poi, certo, “le idee camminano sulle gambe degli uomini e dunque presto, prestissimo, dovremmo confrontarci sul nome dell’uomo o della donna che siederà a Palazzo Chigi per i prossimi due anni. Ma prima di decidere chi guiderà la macchina, domandiamoci dove vogliamo andare e quali sono i compagni di viaggio“. Oggi “non accetteremo di uscire da questa crisi senza un impegno solenne, scritto, sui contenuti”. Altrimenti “prenderemo atto del tramonto dell’esperienza giallorossa“. Rispetto all’apertura dell’opposizione a un governo istituzionale, Renzi osserva che non è la posizione dell’intero centrodestra e ribadisce la chiusura ai sovranisti. Quanto all’ipotesi del voto, avanzata anche da una parte del Pd, secondo Italia viva “è il solito spauracchio per terrorizzare qualche parlamentare preoccupato. Ma tutti sanno che al voto non si andrà prima del 2023“. Alimentare oggi una discussione su Draghi “è offensivo verso Draghi stesso e soprattutto verso il presidente della Repubblica e verso le sue competenze costituzionali”.

Intervistato sempre dal Corriere della Sera, Silvio Berlusconi afferma: “Io ho detto e ripetuto che l’Italia in questo momento drammatico avrebbe bisogno di un governo di altro profilo, con tutte le forze migliori del Paese, mettendo da parte i conflitti e gli interesse di parte. Ne sono convinto e l’ho proposto più volte in questi mesi di fronte all’aggravarsi dell’emergenza, quella sanitaria ed economica”.

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, in un’intervista a la Repubblica, giudica il mandato esplorativo a Roberto Fico una scelta politica, da parte del capo dello Stato. Questo Parlamento “non ha i numeri per una soluzione efficace, come dimostra la storia dell’ultimo anno. E se si farà un governo sarà perfino più debole di quelli passati, indipendentemente da chi esplori” spiega. Rifare lo stesso governo “dopo aver perso due mesi in liti, trattative, compravendite” sarebbe “un bieco gioco di palazzo e di poltrone”. In due mesi “avremmo già votato e avremmo avuto un governo stabile e serio per cinque anni”. Questa “è una crisi infinita e gli italiani sono già esausti”. In ogni modo all’esponente di centrodestra non sembra “dai nostri colloqui, che il presidente Mattarella abbia escluso il voto”. Meloni ribadisce che comunque dall’opposizione Fdi non farebbe mancare il voto “per i provvedimenti che servono agli italiani in tempo di Covid. Questo racconto secondo cui per essere protagonisti in politica bisogna fare gli inciuci, non lo condivido”.