Un fulmine a ciel sereno si abbatte sul caso della famiglia del bosco. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha infatti deciso non solo di allontanare la madre, Catherine Birmingham, dalla casa famiglia che la ospitava insieme ai figli, ma persino di separare i fratelli tra loro. Una mossa drastica, arrivata a sorpresa proprio nei giorni in cui erano in corso le delicate perizie psicologiche sui piccoli, innescando l’immediata e dura reazione della difesa, dei medici e delle istituzioni a tutela dei minori.
A sollevare forti dubbi sulla tempistica del provvedimento è l’avvocato della famiglia, Marco Femminella. Il legale ha fatto notare come l’ordinanza sia intervenuta nel pieno svolgimento della consulenza: “Probabilmente questa consulenza, avrebbe detto Andreotti, non andava bene come stava andando, così l’abbiamo interrotta”. A fargli eco c’è lo sconcerto del team di periti di parte. La psicologa Marina Aiello, poco prima di entrare nella struttura protetta, non ha usato mezzi termini, definendo la decisione dei giudici un’escalation di gravità enorme e assurda.
L’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Marina Terragni ha espresso la sua totale contrarietà al provvedimento, chiedendone l’immediata sospensione in attesa di un nuovo e indipendente approfondimento medico. Il rischio inaccettabile, avverte il Garante, è quello di infliggere ai minori un trauma incalcolabile, aggiungendo alla separazione dal padre anche quella dalla madre e dai fratelli. Un allarme che poggia su basi cliniche precise: solo poche settimane fa, un referto della Asl Lanciano Vasto Chieti aveva sottolineato l’assoluta necessità di garantire la continuità dei legami affettivi per curare il disagio dei bambini. Un appello medico e scientifico che, per ora, sembra essersi infranto contro la rigidità della decisione giudiziaria.










