Facciamo il punto sui “bonus edilizi”

Di Pietro Bracco e Fabio A. Bertucci

Quali sono?

La legge di bilancio 2021 (L. 178/2020) appena approvata introduce alcune novità in materia fiscale, tra le quali, la proroga fino al 31 dicembre 2021 di numerosi “bonus edilizi”, nonché la proroga del noto “Superbonus” al 30 giugno 2022 o al 31 dicembre 2022 (per maggiori dettagli sulle scadenze clicca qui).

Allo stato, quindi, le agevolazioni in vigore sono:

  • Bonus casa” previsto per un’ampia gamma di interventi come la manutenzione ordinaria e straordinaria, il restauro e il risanamento conservativo, l’installazione di impianti fotovoltaici, etc. (art. 16-bis del Testo Unico delle Imposte sui Redditi – cd. Tuir);
  • Ecobonus” previsto per interventi di riqualificazione energetica (art. 14 del D.L. 63/2013);
  • Sismabonus” previsto per interventi di riduzione del rischio sismico su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e nella zona 3 (art. 16 del D.L. 63/2013);
  • Bonus facciate” previsto per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici (art. 1, commi 219-224, L. 160/2019);
  • Bonus colonnine” previsto per l’acquisto e posa in opera di infrastrutture di ricarica di veicoli alimentati a energia elettrica (art. 16-ter del D.L. 63/2013);
  • Bonus verde” previsto per gli interventi di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi nonché di realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili (art. 1, comma 12, della L. 205/2017);
  • Bonus mobili” previsto per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe energetica elevata finalizzati all’arredo dell’immobile (art. 16, comma 2, del D.L. 63/2013);
  • Bonus idrico” previsto per interventi di sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto e di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua (art. 1, commi 61 – 65, della L. 178/2020);
  • Bonus acqua” previsto per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare E 290, per il miglioramento qualitativo delle acque destinate al consumo umano erogate da acquedotti (art. 1, comma 1087-1089, della L. 178/2020);
  • Superbonus” che si sostanzia in un incremento al 110% dell’aliquota di detrazione spettante per specifici interventi in ambito di Ecobonus, Sismabonus, Bonus casa (con riguardo agli impianti fotovoltaici) e Bonus colonnine (al ricorrere, tuttavia, di determinati requisiti soggettivi e oggettivi più stringenti rispetto alle agevolazioni “ordinarie” – art. 119 del D.L. 34/2020).

Per un maggiore dettaglio degli interventi rientranti nelle su elencate agevolazioni clicca qui

A chi spettano?

In linea generale, le predette agevolazioni spettano ai soggetti, residenti e non residenti, titolari di qualsiasi tipologia di reddito.

In particolare, spettano alle persone fisiche (titolari o meno di partita Iva), agli enti pubblici e privati, nonché ai soggetti che conseguono reddito d’impresa (es. imprenditori individuali, società di persone, società di capitali).

Vi sono tuttavia delle eccezioni come, ad esempio, nel caso:

  • del Bonus casa che spetta alle sole persone fisiche (ma non anche alle società), o
  • del Bonus idrico che spetta alle sole persone fisiche residenti in Italia.

I predetti soggetti, inoltre, devono possedere (es. proprietà o altri diritti reali) o detenere (es. comodato o locazione) gli immobili (siti in Italia) oggetto degli interventi e sostenere le relative spese (ossia devono effettivamente rimanere a carico del beneficiario dell’agevolazione le spese necessarie alla realizzazione degli interventi).

Discorso a parte merita, invece, il Superbonus il cui ambito di applicazione risulta circoscritto alle sole seguenti categorie di soggetti:

  • condomìni e persone fisiche (non imprenditori/professionisti) con riferimento agli interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche;
  • persone fisiche (non imprenditori/professionisti), sul numero massimo di due unità immobiliari;
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci;
  • Istituti autonomi case popolari (IACP);
  • ONLUS, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale;
  • associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori relativi agli spogliatoi;
  • comunità energetiche rinnovabili costituite in forma di enti non commerciali.

Come si usano?

Le agevolazioni in esame possono essere utilizzate dai beneficiari (ovverosia dai soggetti che sostengono il costo dei lavori identificati al precedente paragrafo) attraverso una detrazione dall’imposta sui redditi (Irpef, nel caso di individui, o Ires, nel caso di titolari di partita Iva) risultante dalla propria dichiarazione dei redditi.

La detrazione viene calcolata moltiplicando l’aliquota di detrazione prevista per lo specifico bonus (es., nel Superbonus, il 110%) per le spese sostenute per la realizzazione dell’intervento.

Una volta calcolata la detrazione spettante, la stessa deve essere ripartita in (solitamente) 5 o 10 quote annuali di pari importo; in altri termini, la detrazione non può essere utilizzata tutta in una sola volta (per la tabella riepilogativa clicca qui).

Fanno eccezione a quanto sopra:

  • il Bonus idrico in quanto, per espressa previsione normativa, è definito come “bonus” e le relative modalità di ottenimento ed erogazione dovranno essere definite con apposito decreto ministeriale (art. 1, comma 65, della L. 178/2020);
  • il Bonus acqua in quanto nasce come “credito d’imposta” (e non detrazione) e, dunque, dovrebbe essere utilizzabile in compensazione con tutti i tributi pagabili tramite modello F24. Ad ogni modo, le relative modalità di applicazione e di fruizione dovranno essere definite con provvedimento dell’Agenzia delle entrate (art. 1, comma 1088, della L. 178/2020).

Ci sono modalità di utilizzo alternative?

Alternativamente all’utilizzo diretto della detrazione, i beneficiari possono decidere di trasferire la stessa (sotto forma di credito d’imposta):

  1. al fornitore che ha eseguito i lavori (ove ovviamente vi consenta) tramite la c.d. opzione dello “sconto in fattura”, oppure
  2. a qualsiasi altro soggetto, ivi incluse le banche, tramite la c.d. opzione della “cessione del credito”.

Attraverso dette opzioni il beneficiario ha la facoltà di “monetizzare” nell’immediato l’agevolazione (anziché “recuperare” detto importo nel corso degli anni con la detrazione delle varie quote).

Peraltro, nell’ipotesi dello “sconto in fattura”, il beneficiario avrà un esborso finanziario ridotto in quanto sarà tenuto a pagare solo la differenza tra il valore degli interventi e il valore della detrazione “trasferita” (differenza che, nel caso del Superbonus, potrebbe peraltro essere pari a zero visto che l’aliquota dello stesso è del 110%).

Al fine di esercitare una delle suindicate opzioni, è necessario trasmettere, in via telematica, un’apposita comunicazione all’Agenzia delle entrate entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese che danno diritto al bonus (il modello di comunicazione attualmente in vigore è quello allegato al provvedimento prot. n. 326047-2020).

Inoltre, ai soli fini del Superbonus, per l’esercizio di dette opzioni occorre acquisire:

  • il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto al Superbonus, rilasciato dagli intermediari abilitati (CAF, commercialisti, etc.);
  • l’asseverazione tecnica che certifichi il rispetto dei requisiti tecnici necessari ai fini del Superbonus e la congruità delle spese sostenute.

Tali opzioni, d’altro canto, non sono esercitabili con riguardo ai Bonus verde, mobili, idrico e acqua.

Cosa bisogna fare per ottenerli?

Salvo alcuni casi specifici (ad esempio, il Bonus colonnine), per poter fruire delle agevolazioni in esame i soggetti che non sono titolari di reddito d’impresa devono effettuare il pagamento delle spese mediante il c.d. “bonifico parlante” (dal quale risultino gli estremi della norma agevolativa, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale/partita Iva del fornitore).

Vi sono inoltre degli adempimenti specifici previsti per ciascuna delle predette agevolazioni come, ad esempio:

  • ai fini del Superbonus, il rilascio dell’asseverazione tecnica che certifichi il rispetto dei requisiti tecnici necessari ai fini dell’agevolazione fiscale e la congruità delle spese sostenute;
  • per gli interventi che comportano un risparmio energetico (in linea generale, Superbonus, Ecobonus e Bonus casa), la trasmissione all’ENEA dei dati relativi agli interventi realizzati (entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori).