Entro settembre verranno vaccinati l’80% degli italiani. L’obiettivo del governo Draghi è ambizioso. Ma come si farà? L’ultima settimana di marzo le somministrazioni saliranno a 300 mila al giorno. Intorno al 20 aprile si prevede di andare a regime, con 500 mila vaccini ogni giorno. Una prima immunità di gregge, al 60% della popolazione vaccinabile, si raggiungerà il 28 luglio, il 20 settembre il tasso di immunità salirà all’80%, il 29 ottobre la campagna si concluderà. Il totale della popolazione vaccinabile è poco meno di 51 milioni di italiani, esclusi gli under 16. Sono alcuni dei punti salienti del nuovo «Piano per la vaccinazione contro il Covid» definito e coordinato dal generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza contro il virus. II Piano è stato diffuso ieri da Palazzo Chigi e partecipano tutti i pezzi dello Stato: l’esercito, i Carabinieri, le forze di Polizia, i Vigili del Fuoco nella logistica e nella sicurezza.

L’accelerazione sul piano vaccini imposta da Mario Draghi conquista una posizione da protagonista anche nella griglia del decreto intitolato ai Sostegni. Nell’ultima versione lo stanziamento per l’acquisto dei nuovi vaccini e lo sviluppo del piano di immunizzazione viene triplicato rispetto alle ipotesi iniziali, e viaggia verso quota 5 miliardi. Il balzo serve anche ad allargare il raggio d’azione del fondo, esteso al sostegno del progetto di produzione nazionale dei vaccini. Proprio la spinta alla vaccinazione di massa è del resto lo snodo economico cruciale nella strategia di Draghi.

Gelmini: “Spero entro l’estate si torni a vivere e produrre”


La ministra agli Affari regionali Mariastella Gelmini, dalle pagine del Corriere della Sera manda “un messaggio di fiducia” agli italiani. “Purtroppo – spiega nell’intervista – l’Rt ha superato l’1 in tutto il Paese, senza misure così rigorose, fra due settimane ci saremmo ritrovati con 40 mila casi al giorno e il doppio delle vittime”, quindi “il governo non ha potuto fare altro che prendere atto, con rapidità, del drammatico impatto delle varanti”. Ma, aggiunge, “spero che entro l’estate si possa concludere la fase vaccinale e tornare a vivere e produrre“. Gelmini premette: “Avremmo preferito certamente parlare di riaperture, ma mi sentirei in imbarazzo a dire che va tutto bene, quando da inizio anno abbiamo avuto oltre 25 mila morti. Oggi però abbiamo una forza in più, i vaccini”. L’annuncio di Draghi di un nuovo scostamento di bilancio, “che fa seguito al pressing del centrodestra, dimostra che questo governo si preoccupa di far uscire tutto il Paese dalla crisi e non solo di garantire chi è già tutelato“, rivendica. Poi, un passaggio sul caso AstraZeneca: “Quello che ci preoccupa è che si è creata una situazione di diffidenza sul vaccino AstraZeneca, ma dobbiamo affidarci alla scienza, che lo ritiene sicuro ed efficace, e alle affermazioni dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa, ndr ) e dell’Ema. Bisogna continuare a usarlo. E sì, io lo farei”.

Gentiloni: “Possibile forte ripresa, occhio a tempi Recovery”

Secondo il commissario europeo per l’Economia Paolo Gentiloni, con la terza ondata della pandemia, “le conseguenze per l’attività economica restano forti. Ma i vaccini ci permettono di vedere la luce in fondo al tunnel”. Intervistato dal Corriere della SeraGentiloni afferma che “l’emergenza andrà avanti per mesi, ma gradualmente prenderà corpo una ripresa che potrebbe diventare impetuosa”, una “crescita molto forte”. A suo avviso in Europa “in questa fase è meno rischioso fare troppo, che troppo poco. Non vanno ritirate prematuramente le misure di sostegno, va allungata al 2022 la sospensione del Patto di stabilità, bisogna lavorare perché’ la politica monetaria e la politica economica vadano all’unisono”. Sul patto di stabilità “riapriremo la discussione in autunno”, preannuncia Gentiloni, secondo cui bisogna “ripensare a come gestire i percorsi di rientro”. “Sul Recovery Plan il lavoro è ripreso e in questo momento è volto a rafforzare la qualità e la selezione degli investimenti, che non possono essere troppo dispersivi. Il lavoro si concentra anche sui temi indicati dalle nostre raccomandazioni”, dice. “Forse ora bisogna fare dei passi avanti per evitare strozzature, ritardi e assicurare il rispetto degli obiettivi e delle tappe che in parte il governo ha già indicato – aggiunge -. Il prefinanziamento del 13% del pacchetto italiano può arrivare prima della pausa estiva, ma Next Gen EU non è un fondo come gli altri: se i governi non rispettano tempi e obiettivi da loro stessi indicati, le rate semestrali potrebbero non essere versate”, avverte. “Abbiamo ormai solo quattro-sei settimane per chiudere”.

Pd, al via l’assemblea che eleggerà Enrico Letta

Oggi è il giorno di Enrico Letta. Al via l’assemblea Pd che lo eleggerà nuovo segretario dem. Una delle prime condizioni che Letta ha posto quando i big del suo partito gli hanno chiesto di prendere le redini del Pd in mano per salvare i dem dal disastro è stata: niente «tutele» e niente «imposizioni». Tradotto: se volete che io faccia il segretario devo avere un mandato pieno e carta bianca, perché i miei referenti non saranno i capi corrente ma gli iscritti e gli elettori. Oggi dirà che c’è bisogno di spalancare le porte e far entrare aria nuova. Nel partito, al quale chiederà «lealtà» e «visione», di andare oltre la logica per cui conta solo l’affiliazione. E poi nei circoli, dove intende «aprire un grande dibattito».

Sassoli: “Letta è l’uomo giusto, ora uno shock di equità”

Per Davis Sassoli, presidente del Parlamento europeo, “Enrico Letta non ha paura delle nuove idee, il che è esattamente ciò che serve al Paese, al Partito democratico e all’Europa”. In un’intervista alla Repubblica, interpellato su che consigli darebbe a Letta per rilanciare un Pd dilaniato, risponde: “Dopo il Covid non torneremo al mondo di prima, molte cose cambieranno per sempre e questo vale anche per i partiti. Servono nuove forme di selezione, partecipazione e decisione. Soprattutto servono idee”.

Secondo Sassoli serve “una tenda che accolga i progressisti, tutti coloro che vogliono rafforzare la democrazia, lottare contro le ingiustizie, difendere i nostri valori e aiutare l’Unione a costruire una sovranità europea. Servono pluralismo e laicità”.