Emma Bonino è morta oggi, venerdì 11 settembre, all’età di 78 anni. Storica leader del Partito Radicale e fondatrice di +Europa, si è spenta a Roma dopo un peggioramento delle condizioni di salute che nelle ultime settimane l’aveva costretta a diversi ricoveri.

Bonino era stata ricoverata lunedì 7 settembre all’ospedale Santo Spirito di Roma, arrivata in codice rosso per una crisi respiratoria e trasferita in terapia intensiva. Dopo un primo miglioramento, il 10 settembre aveva lasciato il reparto per essere trasferita in una struttura privata, sulla base di un accordo tra il medico curante, Claudio Santini, e i sanitari dell’ospedale. Le sue condizioni erano comunque rimaste definite “delicate”.

Nel 2015 aveva reso pubblico un tumore al polmone sinistro, malattia che nel 2023 aveva dichiarato di aver superato, pur continuando a convivere con problemi di salute.

Una vita nella politica italiana

Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Bonino si è laureata in Lettere a Milano con una tesi su Malcolm X. Entrata giovanissima nel Partito Radicale, nel 1975 fonda il Centro di informazione sulla sterilizzazione e l’aborto (CISA), impegnandosi per un aborto sicuro e accessibile in Italia. L’anno successivo viene eletta alla Camera dei deputati.

Per oltre quarant’anni è stata una delle protagoniste delle battaglie per i diritti civili nel Paese: dal divorzio all’aborto, dalla lotta contro la pena di morte alla liberalizzazione delle droghe.

Il suo percorso istituzionale la porta a ricoprire ruoli di primo piano sia in Italia che in Europa. Dal 1995 al 1999 è Commissaria europea, con delega a politica dei consumatori, pesca e aiuti umanitari d’emergenza (ECHO). Nel 2006 diventa ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee nel secondo governo Prodi. Eletta al Senato nel 2008, ne diventa anche vicepresidente. Nel 2013 viene nominata ministra degli Esteri.

Negli anni più recenti è tra i fondatori di +Europa, di cui resta leader fino alla morte, continuando l’impegno internazionale per lo stato di diritto, la moratoria universale della pena di morte e la tutela dei diritti umani.

Il cordoglio

La notizia della morte è stata data da Più Europa, che in una nota ricorda: “Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero”.

Tra i primi messaggi di cordoglio anche quello della premier Giorgia Meloni, che pur sottolineando le distanze politiche ha riconosciuto il peso del ruolo di Bonino nella vita pubblica italiana.