«Più soldi a tutti, il più velocemente possibile». Il premier Mario Draghi ha sintetizzato così il Decreto Sostegni da 32 miliardi, la prima manovra economica del governo di salvezza nazionale nato un mese fa: «E’ una risposta significativa molto consistente alla povertà, alle imprese e ai lavoratori. E un aiuto parziale ma il massimo che abbiamo potuto fare», ha sottolineato. Il prossimo scostamento di bilancio «non è ancora stato quantificato» e potrebbe arrivare in occasione della presentazione del Def.

Sono servite più di tre ore di confronto, che hanno fatto slittare nel tardo pomeriggio la riunione ufficiale del consiglio dei ministri, per trovare nell’ampia maggioranza che sostiene il governo Draghi i compromessi necessari per il via libera al decreto. Le fibrillazioni si sono concentrate su due temi ad alta intensità politica: il «condono» delle vecchie cartelle, come lo definisce lo stesso capo del Governo, sarà limitato agli atti fino a 5mila euro affidati fino al 2010 e riservato a chi ha redditi non superiori a 30mila euro. E il blocco dei licenziamenti, che in parallelo con la Cig Covid proseguirà fino al 30 giugno, per allungarsi al 31 ottobre dove non c’è la Cassa ordinaria. In un anno di Covid le risorse in deficit hanno raggiunto la cifra monstre di 140 miliardi e con il prossimo stanziamento si aggiungeranno probabilmente altri 15-20 miliardi.

Mario Draghi in conferenza stampa ha parlato anche di vaccini. Lui si vaccinerà, con Astrazeneca. L’obiettivo del nuovo governo è e resta quello di puntare tutto sulla campagna vaccinale, cercando di coordinarsi con l’Europa. Ma assicura che l’Italia è pronta anche a fare da sola senza un passo veloce dell’Unione. «Bisogna essere pratici: si cerca di stare insieme, ma qui si tratta della salute. Se il coordinamento europeo funziona, bisogna seguirlo. Se non funziona, bisogna andare per conto proprio», dice Draghi.

E sul vaccino russo, Sputnik V, spunta l’ipotesi di acquistarlo anche senza l’ombrello europeo, se dovesse servire. L’ha promesso Angela Merkel e Draghi su questo fronte non sarà da meno. «Se l’Ue prosegue su Sputnik bene, sennò si procederà in un altro modo. Con pragmatismo si deve cercare il coordinamento europeo, se non si riesce a mantenerlo si possono vedere altre strade. E’ quello che ha detto Merkel, è quello che dico io».

Le opinioni degli italiani riguardo alla decisione di sospendere cautelativamente la somministrazione del vaccino Astrazeneca non sono univoche: il 39% l’ha considerata una misura necessaria e si è detto meno certo della sicurezza dei vaccini; il 38% l’ha reputata una misura corretta e ha aumentato la consapevolezza che la campagna sia costantemente monitorata, mentre il 13% l’ha giudicata eccessiva ritenendo che i problemi fossero limitati e non tali da mettere in discussione l’efficacia del vaccino. L’allarmismo non sembra dunque aver fatto breccia.