“Temo che questa legge non abbia orpelli ideologici da smussare, ma che l’ideologia sia proprio la sua radice. Punisce un reato di odio o istigazione alla discriminazione in cui può entrare di tutto, è liberticida. Parlare male dell’utero in affitto vuol dire discriminare bambini? Come diceva un papà in una diretta social dopo aver avuto i suoi figli con la surrogata”. Cosi ha condannato senza mezza termini il DDL ZAN Maria Rachele Ruiu, del Consiglio direttivo Pro Vita.
Da mamma ha espresso forte preoccupazione per la Giornata scolastica che la legge introduce: “Se si lascia la Giornata scolastica le associazioni andranno nelle scuole e parleranno di identità di genere e utero in affitto. Perché non è passato l’emendamento che chiedeva il consenso dei genitori? La definizione di identità di genere non è secondaria, pensiamo ai bambini. Sull’eguaglianza siamo tutti d’accordo, oppure pensiamo gli asterischi- ha detto ancora Ruiu- che rappresentano l’ ideologia di chi vuole eliminare il richiamo al maschile e femminile. Se lo scopo fosse inasprire le pene saremmo tutti d’accordo. Il vero scopo della legge è invece educare e io vorrei avere il diritto di educare i miei figli”.










