Sul filo dei nervi la battaglia in Senato sul ddl Zan. Oggi alle 11 si riunirà il tavolo dei capigruppo di maggioranza presieduto dal leghista Andrea Ostellari per tentare un’ultima mediazione. Poi nel pomeriggio l’aula sarà chiamata a votare il calendario di palazzo madama. Molto dipenderà dall’incontro del mattino, dove l’asse Renzi-Salvini-Tajani spingerà per arrivare ad un compromesso, espungendo i punti più controversi. Ma il Pd non ci sta, e spinge per andare alla conta in aula e mettere così Renzi alle strette: “Non capisco la posizione di Iv che ha fatto un lavoro di merito importantissimo alla Camera e improvvisamente ha cambiato idea”, ha detto ieri il segretario Enrico Letta. Fonti del Carroccio confermano obiettivi convergenti con Renzi, e che soprattutto l’ex premier voglia approfittarne per porsi di nuovo al centro della scena, in vista dell’elezione del Capo dello Stato.

Dl Sostegni bis in commissione Bilancio alla Camera

Oggi intanto saranno votati in commissione Bilancio alla Camera alcuni emendamenti al decreto Sostegni Bis, dai nuovi ecoincentivi per l’acquisto di auto euro 6 o elettriche alla sospensione dell’Imu per i proprietari i cui inquilini sono sotto sfratto per morosità, fino ai nuovi fondi per l’economia della montagna, per il comparto delle fiere e quello delle cerimonie.

Tra i punti da sciogliere anche una possibile riformulazione del governo all’emendamento M5S per risolvere la controversa questione della costituzione online delle startup bloccata in seguito a una sentenza del Consiglio di Stato. Il tutto mentre il ministro dell’Economia, Daniele Franco, intervenuto ieri al dialogo B20-G20, ha detto che “si può guardare con cauto ottimismo al futuro” soprattutto per gli sviluppi che arriveranno dalla realizzazione delle infrastrutture sostenibili.

Ammortizzatori per piccole aziende

Novità in arrivo per le piccole aziende sotto i 15 dipendenti: avranno diritto fino a 12 mesi di trattamento di integrazione salariale nel quinquennio mobile. Queste aziende potranno avere la cassa straordinaria per evitare licenziamenti in presenza di una crisi sul territorio o nel settore, o se devono riconvertire l’attività per esigenze di mercato. La novità è contenuta nella bozza di riforma degli ammortizzatori elaborata dal ministro del Lavoro Andrea Orlando.

Intanto, in occasione dell’inaugurazione dell’hub vaccinale dell’area industriale di Ponte Valentino, il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, tocca proprio il tema della riforma: “Spero che saremo chiamati nel più breve tempo possibile. Siamo in attesa di vedere il testo annunciato dal ministro Orlando, ancora non abbiamo visto niente. Confindustria, governo e sindacato hanno firmato un testo, l’avviso comune, dove espressamente si dice che si vuol fare una riforma su principi condivisi. Per avere principi condivisi, però, bisogna avere un documento, discuterne insieme”.

Vertice Italia-Francia, immigrazione al centro del colloquio

Incontro cordialissimo quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Emmanuel Macron all’Eliseo. I due Capi di Stato concordano sulla necessità di una conferenza sull’Europa che possa portare a nuovi trattati coinvolgendo la società civile. Un nuovo patto di cui Macron è promotore in vista della presidenza francese dell’Ue che comincerà a gennaio.

La visita rinsalda i rapporti dell’Italia con la Francia, dopo le tempeste provocate da Luigi Di Maio su migranti e gilet gialli. Mattarella non ha mancato comunque di citare anche le mancanze dell’attuale Unione, come sul tema della gestione dell’immigrazione: “La politica migratoria rimane un vulnus recato alla coscienza europea”, ha detto nel pomeriggio alla Sorbona.

Già nell’incontro della mattina all’Eliseo, l’immigrazione era stata al centro del colloquio con Macron. Uno scampolo della conversazione riservata è stato trasmesso per errore dalla tv a circuito chiuso dell’Eliseo, e un cronista dell’Ansa ha registrato questa frase a proposito degli arrivi dall’Africa: “In Italia qualcuno si illude che si possa mettere il cartello divieto d’ingresso”, critica evidente alle posizioni di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni o della Lega di Matteo Salvini.