È ufficiale. Dal 3 giugno vaccini per tutti, senza limiti di età. E somministrazioni nelle aziende. Comincia la fase massiva della campagna di inoculazioni. Dal 3 giugno si parte, in linea col programma stilato dal commissario Francesco Figliuolo. L’avvio su larga scala del piano — in previsione dell’immunità di gregge fissata a settembre — inizia ora per due motivi: l’afflusso delle dosi sta diventando massiccio e le punture sulle fasce più fragili della popolazione hanno raggiunto un buon tasso di copertura anche se sulla fascia 60-69 anni bisogna ancora mettere in sicurezza 2,4 milioni di anziani. «Grazie anche all’intervento del presidente del Consiglio, oltre che all’azione della struttura, siamo riusciti ad avere questo, 20 milioni di dosi per giugno – ha detto ieri in Umbria Figliuolo – Non è tantissimo ma se pensiamo a due o tre mesi fa, una cifra del genere non la immaginavamo neanche nelle nostre previsioni più rosee».
“Se continuiamo così, a settembre avremo l’immunità di gregge”. Lo afferma Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, in un’intervista al Corriere della Sera, parlando della campagna vaccinale. “Io guardo i numeri – aggiunge – A giugno arriveranno 20 milioni di dosi, oggi avanziamo al ritmo di 500 mila somministrazioni al giorno, ma presto grazie a questa concentrazione di vaccini riusciremo a toccare quota 700 mila. Dodici milioni di italiani sono già vaccinati, cioè oltre il 15% della popolazione, che in proporzione vuol dire meglio di Francia e Germania. A fine giugno i vaccinati saranno poco meno di 20 milioni. E non solo. Ora siamo a 33 milioni di dosi somministrate, a fine luglio taglieremo il traguardo dei 70 milioni. Così, ad agosto, potremo cominciare a toglierci la mascherina all’aperto. E a settembre ecco l’immunità“.
L’Ema ha dato il via libera al vaccino per i ragazzi: “Io la penso come il generale Figliuolo, ci sono ancora 400 mila over 80 da vaccinare e noi, con l’aiuto dei medici di famiglia, delle farmacie e dei team sanitari che vanno già a trovarli a domicilio, entro il mese di giugno dobbiamo raggiungerli tutti e metterli finalmente in sicurezza. Intanto, certo, largo pure ai giovanissimi”. Infine sulla possibilità di vaccinare i turisti che si recheranno in vacanza nelle regioni italiane il sottosegretario precisa che “non possiamo rincorrere chi passa tre giorni a Rimini. E neppure possiamo pensare ai turisti stranieri. Troppo complicato. Possiamo però provare a garantire il vaccino a chi fa un soggiorno lungo: penso ai nonni che stanno un mese nella casa al mare con i nipoti. Per loro potremmo studiare una residenza sanitaria temporanea che oggi gia’ esiste per un minimo di tre mesi. Ma servirà comunque un accordo condiviso tra tutte le Regioni, non possiamo muoverci a macchia di leopardo”.
Ieri al Global Solutions Summit, Mario Draghi e Angela Merkel hanno indicato all’Europa la strada del futuro, prefigurando un nuovo ruolo di traino di Italia e Germania. C’è piena sintonia tra il presidente del Consiglio e la cancelliera tedesca, secondo i quali la condivisione di sovranità sperimentata nella battaglia contro il Covid-19 deve essere estesa ad altri campi oltre la salute, come la difesa e i rapporti internazionali. Draghi ribadisce le linee fondamentali della sua politica estera attraverso un dialogo a distanza con Angela Merkel: «Sono d’accordo con la Cancelliera: la Ue è il nuovo spazio della sovranità sui vaccini e spero su tanti altri campi, dalla difesa ai rapporti internazionali».
Via libera intanto dal Cdm di ieri sera al primo pilastro del Recovery Plan, il decreto che tiene insieme semplificazioni e governance del Pnrr. È stato sciolto l’ultimo nodo relativo al subappalto, con una modifica che alza subito il tetto al 50% e poi lo riforma nella chiave di liberalizzazione che piace a Bruxelles ma lasciando alle stazioni appaltanti la possibilità di imporre limitazioni a tutela del lavoro e della legalità. Forti poteri sostitutivi al premier sul lato della governace, dimezzamento dei tempi per la valutazione di impatto ambientale da 360 a 175 giorni, una corsia ultraveloce e blindata per otto grandi opere che valgono 20 miliardi (il numero è destinato a crescere), la semplificazione radicale del Superbonus.
Per quanto riguarda il fisco ci sono ulteriori rinvii per cartelle e pagamenti fiscali, bloccati rispettivamente fino al 30 giugno e il 2 agosto. Lo ha ribadito ieri l’Agenzia Entrate-Riscossione che ha pubblicato sul sito Internet le risposte alle domande più frequenti (le cosiddette Faq) sulle novità introdotte dal decreto Sostegni bis. Si tratterebbe — secondo gli ultimi dati diffusi in Parlamento — di circa 30-40 milioni di atti accumulati in questi mesi. Ma date le molte richieste di parlamentari e professionisti, non sono da escludere ulteriori interventi nei prossimi provvedimenti che potrebbero andare da una lunga rateizzazione (come ha chiesto proprio ieri Cna) fino a un’ulteriore proroga. Anche perché i nuovi termini dei pagamenti coinciderebbero proprio con l’avvio dell’esodo estivo.










