L’obbligo di mascherine da indossare anche all’aperto decadrà già da lunedì 28 giugno, quando tutto il Paese sarà zona bianca (ma in caso di assembramenti sarà necessario metterla). Il Cts ha dato parere favorevole. Mentre i contagi calano a picco e sale la curva dei vaccinati, dunque, viene meno un obbligo che ha cadenzato la vita degli italiani dall’8 ottobre dello scorso anno, quando dopo un’estate di follie i contagi iniziarono a risalire.
La conferma arriva dal ministro della Salute Roberto Speranza: «Sarà superato l’obbligo, sempre nel rispetto delle indicazioni precauzionali del Cts». Esulta la Lega – che chiede il via libera anche all’apertura delle discoteche – e sulla stessa linea c’è il ministro degli Esteri Luigi Di Maio «perché questo favorisce il turismo, è un grande segnale a tutta l’Europa, per dire che l’Italia vuole essere protagonista di questa nuova fase». Proprio le discoteche sono le uniche a non avere ancora una data di ripresa delle attività. L’Ordine dei Medici: pronti a sospendere i nostri iscritti che non si vaccinano.
Reddito di cittadinanza, corsa a nuovi fondi
È scattata la corsa a nuovi fondi per il reddito di cittadinanza. A innescarla è l’impennata degli italiani in povertà assoluta: 5,6 milioni secondo l’lstat. Numeri che per una fetta cospicua della maggioranza giustificherebbero un rafforzamento, anche pluriennale, seppure in una versione riveduta e corretta, del Rdc, in attesa di capire la sorte del reddito d’emergenza. Anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando evidenzia che con il Covid il bacino dei potenziali beneficiari aumenta del 20%. Percentuale destinata a salire per effetto dell’ormai prossima fine del blocco dei licenziamenti.
Anche per questo una parte consistente della maggioranza spinge per rifinanziare il Rdc con la legge di Bilancio autunnale 2022 di almeno altri 1-2 miliardi. Nella maggioranza cresce la spinta per l’ampliamento della platea, ma Salvini frena. Nel 2029 il finanziamento del sussidio alle famiglie supererà i 40 miliardi. Gli individui finiti in stato di povertà assoluta nell’ultima rilevazione Istat (aprile 2021) sono 5,6 milioni. Con un dato inatteso: il 47% delle famiglie in stato di indigenza ormai risiede al Nord, al Sud sono il 38,6%.
Recovery, l’Europa promuove l’Italia
Sul Recovery l’Europa promuove l’Italia. La pagella del Pnrr, che aiuterà la ricostruzione economica post Covid e dovrà, con le riforme, eliminare quelle strozzature che da decenni bloccano la crescita italiana, è composta da tutte A, il massimo voto, e una B alla voce «costi». E proprio oggi Ursula von der Leyen sarà a Roma per presentare al premier Mario Draghi la valutazione del Pnrr italiano.
Next Generation Eu entra nel vivo, dopo che la scorsa settimana la Commissione ha anche emesso il primo bond da 20 miliardi. I fondi che saranno messi a disposizione dell’Italia, che è la prima beneficiaria, dalla Recovery and Resilience Facility (RRF) – lo strumento principale di Next Generation Eu, il pacchetto di aiuti da 800 miliardi – ammontano a 191,5 miliardi tra sovvenzioni e prestiti, che Roma dovrà impiegare entro il 2023 e spendere entro il 2026. Ma per avere i circa 25 miliardi di pre-finanziamento è necessario che il Consiglio dia a sua volta il via libera sulla base della proposta della Commissione (è atteso nell’Ecofin del 13 luglio) e che vengano firmati i financing agreements tra Commissione e governo nazionale.
Bilaterale Draghi-Merkel, immigrazione al centro
Il tema migranti è stato al centro del bilaterale Draghi-Merkel a Berlino. «L’Italia è un Paese di arrivo, noi siamo colpiti dai flussi secondari. Occorre iniziare ad agire dai Paesi di provenienza e su questa gestione siamo completamente d’accordo», dice Merkel.
Escluso a breve un accordo sui ricollocamenti : «Ci concentriamo sulle partenze». Verso il rifinanziamento dell’intesa con la Turchia, che ha accolto più di 3 milioni di rifugiati. «Dovremo lavorare insieme e aiutarci l’un l’altro ed è questa la direzione in cui i governi italiano e tedesco stanno lavorando», taglia corto Draghi.
Sul Covid il premier italiano annuncia che Roma potrebbe ospitare la finale degli Europei nel caso in cui a Londra i contagi dovessero tornare a salire in modo esponenziale: cercherà di «impedire che la finale dei Campionati europei di caldo si svolga in un Paese dove i contagi da coronavirus stanno crescendo rapidamente». Il premier italiano non è il primo in Europa a esprimere serie preoccupazioni sull’opportunità di tenere l’incontro decisivo degli Europei a Wembley. Nei giorni scorsi anche la stessa cancelliera tedesca e il presidente francese Emmanuel Macron avevano manifestato le loro riserve sul celebre stadio di Londra.










