L’Italia si colora di giallo. Calano i contagi, scende il tasso di positività, diminuiscono i morti. Da lunedì la morsa che stringe l’Italia in mille restrizioni, sarà allentata. Tutto giallo, o quasi. La Valle d’Aosta da rossa diventerà arancione, insieme con le due isole maggiori, Sicilia e Sardegna, che rimandano perciò l’appuntamento con il giallo al monitoraggio di venerdì prossimo. La situazione migliora, dunque. Diminuiscono i decessi: ieri 207 le vittime del coronavirus rispetto alle 258 di giovedì. Il dato delle vittime è il secondo più basso negli ultimi sette mesi. E si svuotano pure le terapie intensive. Una situazione in miglioramento che spinge il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a ipotizzare il 16 maggio come «una data auspicabile per superare il coprifuoco alle 22». Il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, invita però a non cantar vittoria troppo presto.
Niente ticket per chi ha contratto il Covid in forma grave
Chi ha contratto il Covid in forma grave, avrà diritto ad essere esente dal ticket sanitario. Visite specialistiche, esami e accertamenti saranno gratuiti per due anni per tutti coloro che sono stati ricoverati in ospedale e hanno il cosiddetto “long Covid”, una patologia che nasce dagli strascichi dell’infezione e può andare avanti per mesi. Il monitoraggio servirà anche a produrre studi scientifici.
Draghi: “Più risorse per giovani e donne”
Al vertice europeo Draghi ha chiesto risorse comuni per l’occupazione di giovani e donne I Paesi dei 27 saranno impegnati in un delicato vertice sulla ripresa economica dopo la pandemia e soprattutto sulla liberalizzazione dei brevetti sui vaccini clamorosamente aperta dal presidente americano Joe Biden. Trasformare il programma Sure – come ha detto Draghi – significherebbe fare un altro passo importante sulla condivisione del debito da parte dei Paesi dell’Unione dopo il massiccio programma da 750 miliardi di euro del Recovery Fund. Un passo che si farebbe sul versante sociale, quello sui cui l’Europa stenta ancora a darsi realmente una linea comune, per la gelosa e interessata difesa dei modelli nazionali.
«Il sogno europeo – ha sostenuto Draghi – è garantire che nessuno venga lasciato indietro». «Troppi Paesi dell’Ue – ha detto Draghi – hanno un mercato del lavoro a doppio binario, che avvantaggia i “garantiti”, in genere i lavoratori più anziani e maschi, a spese dei “non garantiti”, come le donne e i giovani. Questo sistema è profondamente ingiusto e costituisce un ostacolo alla nostra capacità di crescere e innovare». Serve, allora, un mix di politiche attive e passive. Ed entrambe, nell’impostazione di Draghi, si possono realizzare anche, se non soprattutto, con le risorse europee. Le prime saranno finanziate con 6 miliardi provenienti dal Next Generation Eu, le seconde potrebbero attingere al Sure. Da trasformare in strumento strutturale.










