Si va ufficialmente verso il Conte ter. Secondo fonti parlamentari la caccia ai voti dei “costruttori” sta portando risultati deludenti. I voti non ci sarebbero, la maggioranza nemmeno, e allora prima di mercoledì (al più tardi giovedì), quando si dovrà votare la relazione sulla giustizia del ministro Alfonso Bonafede, il premier dovrebbe salire al Colle e dimettersi. Per Luigi Di Maio “il voto sulla relazione del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è un voto sul governo”. Il ministro degli Esteri chiude ogni scappatoia, dà una deadline di 48 ore ai “responsabili” e a Giuseppe Conte per salire a bordo: “Se si trova la maggioranza bene, altrimenti sono il primo a dire che si scivola verso le urne”.

In mancanza di voti, dal Pd e dal M5S si susseguono (non più) timide aperture a Italia Viva e a Silvio Berlusconi. Sa bene Conte che la relazione di Bonafede sarà probabilmente bocciata da molti, anche da Iv. Dai 156 voti ottenuti al Senato bisognerà eliminare, ad esempio, quelli della senatrice a vita Liliana Segre, ma anche quello del socialista Riccardo Nencini, che dice: “A maggio votai contro la fiducia a Bonafede ed è decisamente complicato passare a un voto che sia il suo opposto”.

Nelle prossime ore dunque Giuseppe Conte potrebbe incontrare nuovamente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e chiedere le dimissioni, prima di formare un Conte ter con rimpasto corposo di governo, sedendosi al tavolo – sarà costretto a farlo – ancora con Matteo Renzi e relegando a Iv più di una poltrona, questa volta ministeri più decisivi. E dovrà aprire anche al centrodestra, per la formazione di una maggioranza allargata. Un “governo di salvezza nazionale” che porterebbe a un appello a tutte le forze del Parlamento per ottenere il terzo mandato. Il premier potrebbe salire al Colle già oggi.

Lo stesso Colle che il leader della Lega Matteo Salvini, vedrebbe ben occupato da Silvio Berlusconi. È stato direttamente Salvini a L’Arena su La7 a candidare ieri sera il suo collega di Forza Italia come successore di Sergio Mattarella. Una notizia che scuote, letteralmente, il mondo della politica. Una investitura importante che il leader del Carroccio svela dopo aver ricordato in tutti i modi che la compattezza del centrodestra non è in discussione. In effetti, questa crisi scatenata dalle dimissioni dei ministri renziani, sembra aver riunito ancora di più i leader del centrodestra Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani che al Colle hanno chiesto a gran voce di andare al voto subito ed ottenere “una maggioranza assoluta e solida per questo Paese”.

Salvini da Giletti ha assicurato che le elezioni non sono impossibili e che adesso si può votare. Anzi, dice Salvini, è la sola soluzione capace di far uscire il Paese dall’impasse. Soprattutto in un momento così difficile. La mossa di Salvini sulla candidatura di Berlusconi ha una sua utilità. La compattezza della coalizione non porterà il Paese a un salto nel buio e lo stesso leader azzurro potrebbe diventare il garante di questa operazione dal Colle più prestigioso di Roma. Dal centrodestra si aspetta dunque che il premier salga al Colle e rassegni il suo mandato nelle mani del capo dello Stato prima del voto su Bonafede. Da quel momento, una decina dei 52 senatori di Forza Italia e una ventina (qualcuno del gruppo azzarda 25) dei 91 deputati sono pronti a sganciarsi per giocare in proprio. Coi parlamentari più vicini a Mara Carfagna e alla sua corrente “Voce libera”, attendono un segnale anche i tre senatori di “Cambiamo” con Giovanni Toti (Berruti, Quagliariello e Romani), almeno due Udc (Binetti e Saccone). Un mini esercito, insomma, per nulla disposto a sostenere l’attuale premier, il Guardasigilli Bonafede e la sua relazione sulla giustizia, se sarà messa ai voti a metà settimana. L’ex berlusconiano Paolo Romani pensa che la tesi migliore sia quella di “un governo di salvezza e di unità nazionale, una compagine ministeriale seria, professionale e in grado di affrontare l’emergenza”. E siccome “è impensabile una campagna elettorale in queste condizioni”, prosegue il ragionamento la centrista Paola Binetti, “il premier Conte ci pensi e individui le soluzioni migliori”.