Oltre all’emergenza sanitaria, i cittadini e le imprese dovranno fare i conti anche con l’emergenza energetica. A lanciare un segnale d’allerta è il settore delle fonderie. Fabio Zanardi, Presidente Assofond a “L’Aria Che Tira” su la7 ha recentemente dichiarato: “Il 10 gennaio che è il giorno di riapertura di massa delle aziende, molto probabilmente non ci converrà riscaldare i forni”. A rincarare la dose, sottolineando le difficoltà economiche delle imprese a causa del caro energia, è l’amministratore delegato della Fonderia di Torbole Enrico Frigerio: “Noi su 140 milioni di fatturato avevamo 10 milioni di spesa relativa all’energia elettrica, su 150 milioni di fatturato ci troveremo con 30 milioni sulla bolletta”. In pratica, le aziende si troveranno a vivere un paradosso: “più si produce, più si perde”.

Ad accogliere sul piano politico la richiesta d’aiuto scende in campo Matteo Salvini che nei giorni scorsi sulla sua Pagina Facebook ha dichiarato: “Con il rischio di un blackout energetico non c’è spazio per i no ideologici: l’Italia deve sfruttare ogni mezzo per abbassare, oggi e in futuro, i costi delle bollette. Proprio per questo la Lega proporrà al governo nel “Piano nazionale per la sicurezza energetica” che, oltre alle rinnovabili, preveda anche maggiore produzione di gas e, soprattutto, il ritorno alla ricerca sul nucleare pulito e sicuro di ultima generazione, che è già realtà e lo sarà fra pochi anni in numerosi Paesi europei.”

Il leader della Lega, sembra esser già pronto a passare dalle parole ai fatti e lancia anche la possibilità di lanciare un referendum sulla questione del gas e nucleare come energie pulite. E sui social scrive: “Con l’emergenza energetica in Europa, sembra che finalmente anche la Commissione si prepari a riconoscere gas e nucleare come “energie Green”. L’Italia non può stare ferma, la Lega è pronta anche a raccogliere le firme per un Referendum che porti il nostro Paese in un futuro energetico indipendente, sicuro e pulito”.

A quanto pare, la destra è pronta a dar battaglia per salvare le imprese italiana che saranno messe a dura prova dall’emergenza energetica. Non ci resta che attendere gli sviluppi di una storia che rischia di provocare una forte delocalizzazione delle nostre imprese.