“La crisi politica non è aperta da Italia Viva, è aperta da mesi”. Giustifica così Matteo Renzi l’annuncio delle dimissioni delle due ministre Teresa Bellenova ed Elena Bonetti di ieri pomeriggio durante una conferenza stampa iniziata con un’ora e mezzo di ritardo. Una conferenza che in molti si aspettavano, ma che in troppi non immaginavano così nefasta. Di fatto, Renzi apre la crisi di governo, facendo mancare all’esecutivo due ministeri.
“E’ proprio la necessità di rispondere alla pandemia che ci impone di assicurarci ora che l’esecutivo sia capace di prendere tempestivamente decisioni fondamentali per la vita del Paese”, scrivono nella lettera di dimissioni inviata al premier Giuseppe Conte, le ministre Bellanova e Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto. “Stiamo ormai da qualche mese rinviando tutto, presidente: dalle infrastrutture su cui i commissari tardano a essere individuati, alle scelte sul lavoro e alle crisi occupazionali in attesa del drammatico momento che seguirà lo sblocco dei licenziamenti, dalla gestione della riapertura scolastica fino a importanti dossier fermi da troppo tempo”. “Ci abbiamo provato – continuano i tre esponenti di Italia viva – ma quando le abbiamo chiesto di lanciare un programma da qui al 2023, di lavorare sulle idee e sui contenuti dell’azione di governo, la risposta è stata un assordante silenzio. L’Italia ora più che mai ha bisogno di crescita e non di immobilismo”.
Alle otto di sera, alla fine di una giornata convulsa in cui è successo di tutto, si registra la furia del Pd contro Matteo Renzi. L’aver fatto dimettere le proprie ministre, nonostante l’appello di Giuseppe Conte, è per Nicola Zingaretti un “atto incomprensibile, un errore gravissimo”. Si aggiunge la “fortissima preoccupazione” sia del ministro Luigi Di Maio che di tutti i vertici del Movimento 5 Stelle che offrono a Conte “il massimo supporto”.
L’attacco di Renzi è anche e soprattutto verso l’avvocato del popolo: “Cambiamo il Presidente del Consiglio – dice il leader di Iv al Pd – e un nuovo esecutivo si rifà in cinque minuti, noi siamo orgogliosamente costruttori”, rivendica.
Anche Luigi Marattin, deputato di Italia Viva e Presidente della Commissione Finanze della Camera, intervenendo a Coffee Break questa mattina ha detto: “Gli italiani in queste ore sono sottoposti a un bombardamento mediatico, ma proviamo a offrir loro un punto di vista alternativo: noi pensiamo che l’azione di questo governo finora sia stata inadatta. Non ha aiutato, tutte le volte che abbiamo provato a porre la questione nei vertici, sentirsi rispondere – nella migliore delle ipotesi – che abbiamo il 2% e non dobbiamo fare i guastafeste”. “Su tutti i maggiori dossier economici – prosegue – abbiamo uno stallo completo: la riforma fiscale, le politiche attive del mercato del lavoro, la riforma degli ammortizzatori sociali, la TAV – su cui il M5S ha votato contro il governo recentemente – Autostrade, Alitalia, la rete unica di telecomunicazioni. Da quasi un anno non mandiamo più i nostri ragazzi a scuola, e accade solo da noi. Nessuno ci risponde quando chiediamo perché quello che si fa con uno strumento pieno di condizionalità – il Recovery Plan – non si possa fare uno strumento privo di condizionalità, il Mes. Il cammino di predisposizione del Recovery Plan è stato confuso, accidentato, poco chiaro. Se si vuole far finta di non vedere tutto questo, lo si può fare. Ma non penso che sia nell’interesse degli italiani”, ha concluso.
Arrivano accuse da tutte le parti della politica. “Abbiamo lavorato fino all’ultimo per evitare una crisi di governo ingiustificabile che gli italiani non capiranno, ma alla fine ha prevalso una scelta irresponsabile da parte di Italia Viva e del suo leader Matteo Renzi”, scrive su Facebook Emilio Carelli, deputato del M5S.
“Ma come può Italia Viva mandare all’aria un governo in piena emergenza sanitaria ed economica? – twitta l’esponente del PD Laura Boldrini – È questo di cui ha bisogno un Paese così provato? Se ci sono problemi si risponde con la politica, rafforzando il governo. Non aprendo una crisi al buio”. “L’attacco a Conte è un attacco al governo” dice Dario Franceschini, ufficializzando la rabbia del Nazareno al premier.
Per Giorgia Meloni, leader di FdI, “gli italiani sono in ginocchio, il governo è allo sfascio. L’Italia non può permettersi di perdere altro tempo. Conte si dimetta. Elezioni subito”. Da Forza Italia arriva il tweet di Antonio Tajani: “Invitiamo la maggioranza a fare presto. Non si può perdere tempo con giochi di palazzo e bracci di ferro. Noi non sosterremo alcun governo di sinistra. La #crisidigoverno si deve risolvere in tempi rapidi”.
Matteo Renzi rilancia su Facebook: “In un mondo politico in cui molti tengono più agli incarichi che alle idee Io sono orgoglioso di Teresa, Elena, Ivan. Del loro coraggio, della loro libertà, della loro amicizia”.
Cosa succederà adesso? Per il Quirinale andare al voto rimane un’ipotesi remota, per l’estrema difficoltà che rappresenterebbe in piena pandemia e perché presenterebbe dei rischi troppo alti per tutti. Potrebbe nascere un governo tecnico, guidato da Marta Cartabia o Luciana Lamorgese. Nel frattempo Conte avrebbe tempo per rilevare una maggioranza alternativa – PD e M5S sono pronti a sostenerlo. Le soluzioni per il premier sarebbero tre:
- potrebbe dimettersi al Quirinale, sperando che le dimissioni siano respinte o di avere un reincarico per prendere tempo e negoziare;
- potrebbe riferire subito alle Camere, parlamentarizzando una crisi nata al buio e osservando sul campo se esistono margini per rilanciarsi;
- potrebbe chiedere la sfida in Aula chiedendo la fiducia, avendo nel frattempo accordato il sostegno di IV, dando in cambio qualcosa.
Intanto la destra non sta certo a guardare e ieri in serata si è riunita. “Bisogna fare presto – hanno scritto in una nota congiunta, rilanciata dal leader della Lega Matteo Salvini -. L’Italia non può aspettare le liti, i giochini e le reciproche accuse dei partiti di governo, di Conte e Renzi, dei Cinquestelle e del Pd. Il Centrodestra è la prima forza politica del Paese e dopo un vertice che ha confermato la grande compattezza della coalizione, chiede che il Presidente del Consiglio prenda atto della crisi e si dimetta immediatamente o, diversamente, si presenti domani (oggi, ndr) in Parlamento per chiedere un voto di fiducia. Se non ci sarà la fiducia, la via maestra per riportare al governo del Paese una maggioranza coesa ed omogenea, con un programma condiviso e all’altezza dei problemi drammatici che stiamo affrontando, resta quella delle elezioni. Ci affidiamo alla saggezza del Presidente della Repubblica per una soluzione rapida: i partiti del centrodestra ribadiscono con chiarezza la loro indisponibilità a sostenere governi di sinistra”, conclude la nota.
La maggioranza sa bene che, se si andasse al voto adesso, il centrodestra avrebbe la meglio. A confermalo è una simulazione di Youtrend che circola da un paio di giorni e dice che, in base alle percentuali degli ultimi sondaggi, se si andasse al voto oggi, il centrodestra sarebbe in netto vantaggio alla Camera e in Senato.
Chiediamo che domani Conte venga in Parlamento a spiegare che cosa sta succedendo: c’è ancora un governo?
Se hanno i numeri vadano avanti, altrimenti si facciano da parte. #crisidigoverno pic.twitter.com/iHIlfwZviS— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) January 13, 2021










