Crisi dei consumi: si torna al 1997. Confesercenti: rischio chiusura per 70mila negozi

consumatori istat

I consumi delle famiglie italiane sono tornati ai livelli del 1997. In base agli ultimi conti nazionali Istat, attualizzati ai prezzi dei 2020, la spesa finale interna è crollata del 12,3% l’anno scorso. Un duro colpo che riporta il dato a prezzi costanti indietro di 24 anni. In attesa dell’effetto delle prime riaperture annunciate, a partire da fine aprile, finora l’impatto delle restrizioni e i cambiamenti imposti dalla pandemia si sono abbattuti in modo differente nei diversi settori economici.

L’unico a chiudere il 2020 con una variazione positiva sull’anno precedente è stato l’alimentare. Si tratta del calo più marcato registrato nei consumi finali delle famiglie (residenti e non residenti) all’interno del territorio italiano, mai registrato dall’inizio della serie storica rilevata dall’indagine Istat.

Più colpiti i consumi turistici, in alberghi e ristoranti: qui il calo in termini reali è stato superiore al 40% e per trovare un valore di spesa paragonabile a prezzi costanti bisognerebbe andare indietro nel tempo ancor prima del 1995, quando è iniziata la rilevazione dell’istituto.

Confesercenti denuncia il rischio chiusura per 70mila negozi nel corso dell’anno a causa del crollo dei consumi e delle penalizzazioni, anche sui centri commerciali, di cui ha beneficato l’online. I ristoranti sono sul piede di guerra: «Chiederemo di sacrificare i parcheggi delle strisce blu a favore dei tavoli di bar e ristoranti, a questo punto è l’unico modo per salvare le aziende», dice Luciano Sbraga, direttore di Fipe Confcommercio di Roma. Nella Capitale «la metà dei titolari non ha tavoli all’aperto. E comprensibile che chi non sarà in grado di riaprire sia arrabbiato, soprattutto dopo mesi di inattività». Temono una ripresa che rischia di essere più lenta delle attese. Del resto, il governo ha sempre parlato di «gradualità». Ma l’allarme è di un ulteriore affondo, già quantificato dal Consiglio nazionale dei cornmercialisti in una perdita di fatturato di 38,5 miliardi nel biennio 2020-2021 per ristoranti e alberghi.