Nella Londra dei zero morti per Covid (dati di ieri) si studiano le riaperture. Così come in tutto il Regno Unito. E anche se alcune non sono immediate, è importantissimo che si inizi a parlarne e ad organizzare il ritorno ad una vita normale. La novità – dopo la riapertura delle scuole d’inizio marzo – riguarda la ripresa delle attività sportive individuali all’aperto (tennis o golf). Al momento restano chiusi negozi non essenziali, pub, ristoranti (salvo asporto), cinema, teatri, piscine e luoghi d’intrattenimento.
Per negozi e parrucchieri la riapertura, se la tendenza al calo dei contagi da Covid proseguirà, è fissata per il 12 aprile, quando tornerà ad essere consentito anche il servizio solo all’aperto in pub e ristoranti; mentre per cinema, teatri e locali al chiuso se ne riparlerà nella seconda metà di maggio, quando potrebbero essere riviste pure alcun vincoli sui viaggi interni. Per i viaggi internazionali, l’attività alberghiera e gli eventi pubblici collettivi una speranza di normalizzazione è indicata non prima del 21 giugno.
Nel Regno Unito la primavera corrisponde ad un reale ritorno alla semi-normalità. Peccato non poter dire lo stesso dell’Italia, ancora stretta dalla morsa del virus e, ahinoi, delle restrizioni. Ancora non riusciamo a sapere cosa succederà dopo Pasqua: se vincerà l’idea leghista di riaprire alcune attività e, di conseguenza, far ripartire l’economia, duramente colpita dal covid, oppure se vincerà l’ala rigorista che insiste con le chiusure generalizzate.
A Londra i medici parlano di “risultato fantastico” notando la parallela riduzione dei ricoveri, con non più di una media di “1 o 2 morti ogni due giorni” nelle terapie intensive. E da oggi torna in vigore in Inghilterra la cosiddetta ‘regola del 6’, che allarga la possibilità dei contatti sociali fino a 6 persone di due nuclei familiari diversi, nell’ambito dell’allentamento graduale e a tappe del lockdown annunciato da Boris Johnson nelle scorse settimane: allentamento che resta comunque cauto e condizionato all’andamento “dei dati”.










