Che ruolo ha la Cina nell’origine del Covid-19? Ci sono colpevoli? Quali informazioni sono state occultate? Sono domande lecite e che in molti si fanno. Ma se a farle è il presidente Usa Joe Biden o tutta Bruxelles, allora le cose cambiano. Il presidente americano detta la linea ed è molto probabile che domenica, quando si concluderà il G7, ci sia una richiesta netta all’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ufficialmente, il motivo sta nel rafforzare «la sicurezza sanitaria globale». Ma è chiaro, dopo i rinnovati dubbi sul laboratorio di Virologia di Wuhan, anche l’accerchiamento di Pechino, ispirato dagli Usa. Conferma Downing Street: «Siamo aperti a tutte le possibilità». Ma Pechino ha reagito nelle stesse ore con una nuova legge contro le sanzioni di Paesi stranieri che prevede tra l’altro «il rifiuto del visto, l’espulsione, il sequestro e il congelamento di beni» dei loro cittadini. Segno evidente che da quelle parti preferirebbero non andare troppo a fondo alla “cosa”.
Oggi i sette leader, incluso Mario Draghi, parleranno però anche di altro. Un rinvigorito multilateralismo, più vaccini (un miliardo di dosi) per i Paesi poveri, la ripresa e la ricostruzione dell’economia globale, la lotta alle disuguaglianze, come far prosperare le società libere e aperte pilastro del nuovo asse democratico di Biden, la cybersicurezza, nuove regole commerciali per una sana concorrenza — altra mannaia per Pechino — e poi ovviamente l’ambiente, dove si ricercherà una dichiarazione forte per spianare la strada al vitale vertice sul clima Cop26 del prossimo novembre organizzato da Gran Bretagna e Italia.
La collaborazione sui vaccini è il pilastro del primo incontro in presenza dopo mesi di lockdown. ll premier britannico ha dichiarato ieri che “questo è il momento per le democrazie più grandi e con le tecnologie più avanzate di assumersi le loro responsabilità e vaccinare il mondo, perché nessuno è veramente protetto”.










