Sulle reali origini del Covid-19 e sulla buona fede della Cina non ci sono ancora notizie rilevanti che dimostrino che di Pechino ci si può fidare. Anche Anthony Fauci, consigliere della Casa Bianca per il Covid, non è convinto che il coronavirus si sia sviluppato per vie naturali. “Dovremmo indagare su ciò che è successo in Cina. Certamente le persone che stanno indagando sostengono che l’emergenza nasca da un animale che ha contagiato gli individui, ma potrebbe essere stato qualcos’altro. Sono assolutamente a favore di un’indagine”, ha spiegato.
Non è la prima volta che Fauci apre la strada – e la mente delle persone – a ipotetici cause non naturali del coronavirus. La settimana scorsa il consigliere della Casa Bianca ha discusso con il senatore repubblicano Rand Paul, del ruolo che avrebbe avuto il laboratorio di Wuhan nelle origini del Covid-19. Secondo Paul il laboratorio stava per l’appunto studiando un virus mortale finanziato dal governo Usa.
Ancora una volta si apre l’ipotesi che il virus sia frutto del lavoro umano e che sia sfuggito al controllo, manifestando una pandemia. Se così fosse – e forse non lo scopriremo mai – la Cina, oggi uscita dall’emergenza, sarebbe il principale indiziato della pandemia. Un fatto che aprirebbe scenari di geopolitica mondiale tutti nuovi.










