Ormai è chiaro a tutti che siamo alla vigilia di nuove restrizioni in tutta Italia. Non un lockdown generale, per fortuna, e forse tanto meno blindature nei weekend. Le indicazioni del Cts però saranno sicuramente quelle di fare chiusure chirurgiche e mantenere alta l’attenzione per Pasqua. Si aspettava una decisione già nelle scorse ore ma Draghi ha scelto la strada della calma, che lo contraddistingue. Il premier ha voluto aspettare dati più aggiornati, tra ieri e oggi, e questa mattina prenderà decisioni nel Cdm. Entro oggi, insomma, sapremo a cosa andiamo incontro. Di sicuro le misure non partiranno da questo weekend, ma da lunedì 15.

La curva epidemiologica in rapida salita porterà la maggior parte delle Regioni in fascia arancione e rossa. Serrata per i bar e i ristoranti, milioni di studenti costretti alla didattica a distanza, limitazioni per negozi, parrucchieri e centri estetici. La circolazione del Covid 19, agevolata dalle varianti, fa salire l’indice di contagio Rt oltre la soglia critica e le ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza faranno entrare nelle due fasce più alte di rischio quasi tutto il Paese. Altre restrizioni potrebbero aggiungersi sulla base del nuovo parametro che l’esecutivo inserirà nel provvedimento per rendere automatiche le chiusure con 250 casi settimanali ogni 100 mila abitanti.

Partita di AstraZeneca sotto inchiesta in Italia. Tre casi di “evento avverso fatale”

Intanto l’Europa intera è in allarme. C’è una partita di vaccino AstraZeneca sotto inchiesta in Italia. Si tratta del lotto contrassegnato dalla sigla ABV2856, con 250 mila dosi distribuite in tutto il Paese. 215.000 sono state già somministrate senza intoppi, se si escludono piccoli, previsti e prevedibili effetti collaterali. Tre casi di «evento avverso fatale» sono però stati segnalati all’Aifa, l’Agenzia nazionale del farmaco: dopo la somministrazione della prima dose – in un episodio sedici giorni dopo – tre pazienti in Sicilia sono morti. Al momento non è stata dimostrata la correlazione diretta tra la puntura e il decesso ma tanto è bastato per far accadere tre cose: la sospensione in via precauzionale, da parte di Alfa, della somministrazione dei vaccini del lotto ABV2856; il sequestro effettuato dai carabinieri del Nas di tutte le fiale di quel lotto non ancora utilizzate in 88 città italiane; e l’apertura di tre inchieste penali per omicidio colposo a Siracusa, Catania e Trapani.

Il caso più delicato è ad Augusta, dove un sottoufficiale della Marina militare, Stefano Paternò, 43 anni, è morto 15 ore dopo aver fatto il vaccino. Dopo aver ricevuto la dose alle 10 del mattino, come raccontato dai familiari, ha avuto febbre alta e convulsioni e nella notte lo ha ucciso un arresto cardiaco: l’autopsia stabilirà se c’erano problemi preesistenti, soprattutto a livello cardiaco.  Anche in Austria ci sono state delle segnalazioni di effetti gravi a seguito della somministrazione di un lotto (diverso dal nostro) del vaccino di AstraZeneca; in particolare, si sono registrati quattro eventi tromboembolici (alterazioni della coagulazione del sangue) che in un caso hanno portato alla morte del soggetto. E, anche in questo caso, il lotto è stato bloccato per accertamenti. Altri Paesi, invece, hanno deciso di bloccare del tutto la somministrazione del vaccino di AstraZeneca; Danimarca, Islanda e Norvegia hanno optato per una sospensione in via cautelare, in attesa di chiarimenti.

Enrico Letta alla guida del Pd

La politica, con la corsa per riempire la poltrona per la segreteria dem. Enrico Letta è il nome designato.  «Deve essere chiaro che non accetterò imposizioni, né ultimatum da nessuno», dice Letta che questa mattina annuncerà di aver accettato la guida del Pd. Che gli verrà ufficialmente consegnata domenica in Assemblea nazionale, con voto palese e pressoché unanime. Nicola Zingaretti su Facebook battezza a nome della maggioranza interna la candidatura dell’ex presidente del Consiglio. «È la soluzione più forte e autorevole», rivendica la scelta il leader dimissionario. La linea politica non cambia. E Zingaretti, che oggi formalizzerà l’ingresso dei 5S nella giunta del Lazio, è pronto a difenderla: «Abbiamo riacceso la speranza e io ci sarò», ribadisce dopo aver riunito il gotha di Piazza Grande, la mozione con cui due anni fa vinse le Primarie, in procinto di farsi corrente organizzata.

M5S: le lotte intestine con Rousseau e il ritorno di Giuseppe Conte

Per quanto riguarda il Movimento 5Stelle c’è un futuro tutto da riscrivere. Giuseppe Conte e Davide Casaleggio sono al centro di incontri riservati. L’ex premier sta disegnando il suo progetto politico per il rilancio del M5S. Conte ha incontrato i capigruppo pentastellati Davide Crippa e Ettore Licheri.

Il presidente di Rousseau Casaleggio, invece, è nel mirino dei parlamentari per il «manifesto Controvento» e sta cercando una difficile mediazione per il ruolo della piattaforma. La presentazione del manifesto è sempre oggetto di aspre critiche. «Se vuole fare il recall per gli eletti perché non si può fare per chi amministra Rousseau?». «Il suo documento è irricevibile: quale partito paga un gestore di servizi che si permette di mettere becco su come formuli i tuoi quesiti?». A gettare altra benzina sul fuoco sono le dichiarazioni di Enrica Sabatini a Piazzapulita . La socia di Rousseau pone tre condizioni per la partnership e poi precisa: «Se la partecipazione non è considerata prioritaria e c’è invece una struttura gerarchica che prende decisioni dall’alto, non ha senso utilizzare un metodo che funziona per organizzazioni orizzontali. La partecipazione non è “accendi e spegni” quando ti serve».

I Cinque Stelle propongono il saldo del debito, un numero fisso di votazioni annue (una ventina circa) e un contratto comunque «tarato» sul numero dei parlamentari effettivi. In più il M5S chiede che non ci sia alcuna ingerenza politica, «nessun riferimento al Movimento».