Ciao Daniele, grazie per aver accettato il mio invito. Finalmente è disponibile nelle librerie il tuo nuovo libro:
Per una nuova destra. Antitasse, pro libertà, dalla parte dei dimenticati dalla sinistra“.
Questo testo pone diversi interrogativi per il futuro. Parlaci in breve di questa tua nuova opera.

E’ un libro di idee e proposte, un libro costruttivo. La destra ha due possibilità dopo il risultato elettorale. La prima (che sconsiglio) è una seduta di autocoscienza, una rumorosa e spossante lite condominiale per colpevolizzarsi a vicenda. La seconda (che invece consiglio) è quella di un dibattito profondo su cosa voglia essere la destra del futuro e quali elettori intenda rappresentare. Il mio libro offre risposte chiare: magari discutibili, ma – appunto – sarebbe l’ora di parlare francamente del cuore del problema. 
Il green pass ha diviso gli italiani generando non poche polemiche e problemi.
Secondo te andrebbe abolita la certificazione verde?

Basta dire che il green pass per lavorare, non l’ha introdotto nessun paese sulla faccia della terra. Serve altro per capire che è una cosa sbagliata? 

Quale ricetta suggerisci per far ripartire l’Italia sia da un punto di vista economico che politico?

Meno tasse, meno tasse, meno tasse. Nel libro spiego in dettaglio come procedere. 

La nostra nazione ha puntato molto sulle restrizioni delle libertà personali per affrontare l’emergenza sanitaria.
Forse era necessario mirare su investimenti finalizzati al potenziamento delle strutture sanitarie. Qual è la tua opinione a tal riguardo?

Nei paesi seri, si è ovviamente puntato in primo luogo (ma non solo) sulla vaccinazione. Ma al tempo stesso si è detto no, il prima possibile, a divieti, obblighi e restrizioni. L’idea (nel 2020) di imporre lockdown interminabili ha ammazzato l’economia; e quella (nel 2021) di non comunicare soglie oggettive raggiunte le quali si sarebbe ‘liberato’ il paese, sta trasmettendo il pensiero di un arbitrio pressoché totale del potere politico. Dissento totalmente da questa visione, che affida allo Speranza di turno un potere di vita e di morte sulla nostra libertà e sull’economia del paese. 

Il settore delle discoteche e del divertimento in genere è stato letteralmente massacrato da lunghissime chiusure.
Il mondo dello svago dovrà fare i conti anche con lo stato psicologico di una popolazione disabituata a grandi assembramenti e a momenti di condivisione in serenità.
Cosa accadrà nel settore arte e movida, al momento della ripartenza?

Pensare che una discoteca possa vivere e resistere al 35% di riapertura significa non sapere di cosa stiamo parlando. C’è chi vuole la chiusura di migliaia di aziende e la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. Non cambiano mai: delle imprese e del lavoro a certuni sembra non importare mai.