La battaglia del coprifuoco, che imperversa da settimane, finirà con uno slittamento dell’orario di un’ora o due al massimo. La road map si avrà oggi, ma la rotta sembra tracciata: qualche settimana con il coprifuoco dalle 23 alle 5, poi si passerà alla mezzanotte e solo a luglio, se tutto va bene, la misura verrà archiviata.

Sul tavolo del governo anche la ripartenza dei matrimoni (con green pass) tra il 15 giugno e il 1 luglio, il ritorno del caffè al bancone il 1 giugno e il via ai centri commerciali nei week end il 29 maggio.

In due giorni, nel Lazio, almeno 20 mila over 40 hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca nel primo «open day» dedicato ai vaccini con prenotazione virtuale su un’app. Un successo inaspettato. Migliaia di quarantenni in coda fino a notte fonda sabato e domenica per vaccinarsi. «Vogliamo tornare alla normalità il prima possibile»; «siamo quelli che lavorano, immunizzarci è fondamentale per tutti».

È successo nel Lazio ma sta succedendo anche nel resto d’Italia, dove la formula «open day» sta diventando la soluzione per vaccinare in brevissimo tempo tutti coloro che ancora non rientrano nelle classi d’età programmate dalla campagna vaccinale. Una sorta di «liberi tutti» che permette cosi di accelerare le inoculazioni utilizzando le dosi che risultano in eccesso e aumentare quindi la copertura vaccinale della popolazione.

Sul fronte politico è Giorgia Meloni a sprecare l’inchiostro dei quotidiani: «Mi preparo a governare la Nazione. Sono pronta a fare quello che gli italiani mi chiedono di fare comprendendone la responsabilità. Mi tremerebbero le mani, ma cosa farei a fare politica se non fossi pronta a confrontarmi con le sfide?». L’ascesa nei sondaggi, con Fratelli d’Italia ormai ad un passo dal Pd e non lontano dalla Lega, rende possibile uno scenario che anche solo un anno fa sarebbe apparso inverosimile. Alla domanda di Lucia Annunziata a Mezz’ora in più (Rai3) su un eventuale incarico da premier, la leader di FdI non si sottrae. Come non manca di mandare un messaggio, pur dicendo che presto governeranno insieme il Paese, agli alleati del suo schieramento politico: «Il centrodestra non è affatto diviso, i rapporti tra me e Salvini sono costanti, ci sentiamo, poi può esserci la settimana sbagliata. Certo le continue ricostruzioni giornalistiche non aiutano, ma poi ci sentiamo e ci ridiamo su. Ci si gioca parecchio».

Governo, Carfagna: “Nessuno lo farà cadere, le riforme sono necessarie”

Si discute quindi di un’eventuale chiusura di legislatura in anticipo. A gettare acqua sul fuoco ci pensa la ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, in un’intervista al Corriere della Sera. Le riforme sono “indispensabili” e gli scontri nella maggioranza non metteranno a rischio la tenuta del governo, perché nessuno avrà “il coraggio di fare cadere Mario Draghi”, dice.

“Senza riforme il Recovery plan semplicemente non esisterebbe: l’Europa condiziona l’erogazione dei soldi al rispetto di un cronoprogramma rigoroso e alla realizzazione di riforme – sottolinea Carfagna -. Senza riforme non avremo ne’ finanziamenti europei, ne’ nuove infrastrutture, ne’ ripresa, ne’ posti di lavoro. Questo governo nasce per fare tutto questo”. Alla domanda su quali riforme siano imprescindibili per Forza Italia, la ministra risponde così: “Il fisco e la giustizia, in primis, insieme alla semplificazione di ogni processo pubblico, dalla più banale pratica, ai concorsi, ai grandi appalti. Ma nel Pnrr c’è anche una riforma sociale per cui mi sono spesa e ritengo irrinunciabile: l’individuazione dei Livelli essenziali di prestazione, i Lep, che cancellino finalmente il divario di cittadinanza tra Nord e Sud, tra metropoli e aree interne”.

Riguardo al ddl Zan, Carfagna sottolinea: “Una legge contro l’omofobia e la transfobia ci serve. Io stessa ne fui promotrice da ministro, ma scelsi una strada diversa, meno divisiva e ambigua. Queste leggi non possono essere bandierine per marcare il campo“. E sulle tensioni nella maggioranza spiega: “La conflittualità, al momento, è più fumo che arrosto. Voglio vedere chi avrà il coraggio di dire agli italiani: scusate, mando a casa Draghi perché’ penso che io governerei meglio”.