Se entro giovedì la richiesta delle Regioni di spostare il coprifuoco non verrà accolta dal governo, “valuterò un’ordinanza per spostarlo alle 23”. Così il governatore leghista della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, che definisce la decisione di mantenere il coprifuoco dalle 22 alle 5 una misura “cattiva e ideologica”.
Le parole del presidente leghista arrivano dopo lo scontro tra Enrico Letta e Matteo Salvini, che ha difeso la posizione dei ministri del Carroccio, astenutisi durante lo scorso Consiglio dei ministri. La Lega, infatti, sostiene la necessità di spostare l’inizio del coprifuoco alle 23. Diverse anche le Regioni che hanno chiesto lo slittamento dell’orario di stop alle uscite e alle attività, ma il governo ha confermato la misura già presente precedentemente. Una misura non condivisa da tutti. “A causa del coprifuoco un turista potrebbe decidere di non venire in Trentino – spiega il presidente Fugatti in un’intervista al Corriere della Sera – Spostarlo alle 23 è quindi una questione di buon senso rispetto a quei territori che di turismo vivono“.
La speranza è che il dibattito politico in corso riesca a modificare la linea del governo, che darebbe “un buon segnale per le categorie economiche che in questi mesi sono state massacrate dalle restrizioni”. Ma se ciò non dovesse accadere, annuncia il presidente della Provincia autonoma, “sono pronto anche a fare un’ordinanza e a perdere l’impugnativa che lo Stato sicuramente farà. Ma nessuno potrà dirci che spostando il coprifuoco alle 23 abbiamo favorito i contagi”. Infatti, spiega Fugatti, “ritengo che mantenere il coprifuoco alle 22 sia una decisione cattiva ed ideologica che non ha nessun presupposto epidemiologico”.










