L’accelerazione che Mario Draghi ha impresso al turismo e alle riaperture agita i partiti della maggioranza, che fanno a gara per intestarsi la ripresa dei settori economici. Tra mercoledì e venerdì della prossima settimana il premier prenderà in mano il dossier e riunirà la cabina di regia politica. Il primo punto da discutere è il coprifuoco, su cui si litiga da giorni. Matteo Salvini vuole cancellarlo prima possibile, mentre l’ala più prudente dell’esecutivo frena. «Noi siamo per le riaperture responsabili e irreversibili e contro le richiusure», ammonisce il segretario del Pd Enrico Letta. Di certo, dal 17 maggio, si arriverà fino alle 23, ma è possibile che ci si spinga fino a mezzanotte. È solo il primo punto sul tavolo della cabina di regia, che si riunirà tra una settimana, con in mano i primi dati significativi relativi all’impatto epidemiologico delle riaperture scattate il 26 aprile.

Slitta intanto alla prossima settimana il decreto legge Sostegni bis. E non solo perché il presidente del Consiglio, Mario Draghi, sarà impegnato a Oporto per il vertice europeo. Ma soprattutto perché c’è ancora da lavorare sulla messa a punto del cuore del provvedimento, ovvero il meccanismo dei ristori alle imprese, che dovrebbe assorbire tra i 20 e i 22 miliardi sui 40 complessivamente a disposizione. Ieri lo ha spiegato il ministro per lo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti (Lega), nel Question time alla Camera. Alla bozza del decreto sostegni-bis «ci sono evidentemente da portare dei miglioramenti», ha detto il ministro, aggiungendo poi che il decreto «possa essere portato settimana prossima».

Tra le scommesse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) presentato dall’Italia e Bruxelles c’è anche quella di dare finalmente una struttura più efficiente alle reti delle banche dati del Fisco. Un patrimonio informativo raccolto in 161 database secondo il documento depositato dal direttore generale delle Finanze, Fabrizia Lapecorella, presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria. Nella prospettiva della semplificazione e della digitalizzazione il Governo nel Pnrr promuove l’abbattimento del tax gap, ossia il divario tra le imposte dovute e quelle effettivamente versate. Con un cambio di passo che si prospetta anche sul terreno delle banche dati che devono “dialogare” di più, nel senso di garantire un’effettiva e completa interazione.