Nei progetti della Cina è presente un piano per la costruzione di una mega astronave spaziale lunga chilometri da assemblare in orbita.
La China National Space Administration (CNSA), negli ultimi 20 anni ha realizzato alcune missioni di grande interesse tecnologico e scientifico, dall’invio nello Spazio di astronauti (che in Cina chiamano taikonauti) al dispiegamento di tre stazioni spaziali come parte del programma Tiangong, dallo sviluppo di razzi lanciatori pesanti (come il Long March 5) all’invio di esploratori robotici sul lato opposto della Luna (il lander e il rover Chang’e-4) e su Marte (con un orbiter, un lander e un rover inviati in un’unica missione.
Il Paese asiatico prova a realizzare un punto di svolta nell’esperienza delle esplorazioni spaziali. Un simile veicolo in orbita bassa (LEO), cioè più o meno dove si trovano le stazioni spaziali internazionale (ISS) e cinese (Tianhe), consente missioni molto più lunghe.
Parti della navicella saranno costruiti sulla Terra e successivamente lanciati nello Spazio per essere assemblati. Secondo il South China Morning Post, l’enorme veicolo sarà “un importante equipaggiamento aerospaziale strategico per l’uso delle risorse spaziali, l’esplorazione dei misteri dell’universo e la permanenza a lungo termine nello Spazio”.
Il mondo occidentale ha sollevato diversi dubbi sulla fattibilità del progetto, in quanto, la Stazione Internazionale Spaziale, la struttura più grande esistente, è stata costruita con molti anni di lavoro ed enormi risorse finanziarie. Inoltre, lanciare un numero così elevato di elementi nello spazio, necessita di numerosissimi lanci e diversi tipi di razzi. Ad esempio, I moduli più grandi vennero lanciati per primi: Destiny e Unity della NASA, i moduli Zarya e Zvezda sovietico-russi, l’Integrated Truss Structure (ITS) e i grandi pannelli solari.
Ci sono voluti 42 voli per consegnare in orbita le componenti da assemblare di questi elementi, 36 dei quali sono stati effettuati da uno Space Shuttle e i restanti con i lanciatori russi Proton e Soyuz-U.
Dall’inizio dell’assemblaggio, nel 1998, sono state necessarie non meno di 23 voli spaziali (EVA) tra assemblaggio e manutenzione; la Stazione sarebbe dovuta costare 50 miliardi di dollari, ma oggi si parla di un totale di circa 150 miliardi di dollari, con la NASA e Roscosmos (l’Agenzia spaziale russa) che hanno sostenuto la maggior parte delle spese.
Ma la Cina sembra esser intenzionata a divenire leader del settore e prima potenza mondiale nello Spazio. Il 24 aprile scorso, in occasione della sesta Giornata nazionale dello Spazio, sono stati presentati anche piani per condurre missioni con equipaggio su Marte entro il 2033, come parte di un progetto a lungo termine per costruire una base permanente sul Pianeta Rosso.










