«Varie ed eventuali». Così c’è scritto nell’ordine del giorno del Consiglio dei ministri convocato per questa mattina alle 11.30. Niente di preciso, niente di concreto. Non è dato sapere cosa si dirà la squadra di governo. Secondo le indiscrezioni, la riunione potrebbe limitarsi a una prima discussione tra il premier Mario Draghi e i ministri sia sul nuovo «scostamento di bilancio» per finanziare il decreto legge Sostegni bis sia sul Def, il Documento di economia e finanza, ma rinviando l’approvazione di entrambi a un successivo Consiglio dei ministri, entro la settimana.
I più ottimisti nella squadra di governo ritengono invece possibile il varo oggi dello «scostamento di bilancio» da almeno 40 miliardi, cui si sommerebbe la prima tranche, forse 5 miliardi, di ulteriore deficit per finanziare le opere che resterebbero fuori dal Recovery plan e che hanno un valore complessivo di circa 30 miliardi. In tutto, quindi, la richiesta che il governo potrebbe fare al Parlamento è di autorizzare un ulteriore «scostamento di bilancio» per almeno 45 miliardi nel 2021, dopo i 32 già utilizzati per il decreto legge Sostegni.
Mario Draghi stringe intanto sulla stesura del Piano nazionale di ripresa e resilienza che andrà presentato a Bruxelles entro il 30 aprile e vuole chiudere il cerchio attorno a uno dei capitoli cruciali del documento, quello della transizione green, destinato ad assorbire una fetta significativa dei 209 miliardi in arrivo dall’Europa, la cui consistenza è stata precisata di recente dal ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, che ha parlato di 80 miliardi nei prossimi cinque anni al servizio della “rivoluzione verde“.
Da qui, dunque, l’esigenza di un faccia a faccia con i principali player del settore riuniti ieri a Palazzo Chigi. Attorno al tavolo si sono così ritrovati il presidente di Stellantis John Elkann e gli ad di Eni, Claudio Descalzi, di Enel Francesco Starace, di Snam Marco Alverà e di Terna Stefano Donnarumma. Draghi ha preso la parola per primo e, rivolto ai suoi ospiti, ha rivendicato la «vocazione ecologica» del suo governo rilanciando la definizione di «architettura del fare», ben rappresentata dal tavolo di lavoro predisposto ieri. Il cui obiettivo, quindi, è stato quello di mettere insieme alcune tessere in vista della finalizzazione del Recovery Plan italiano.










