“Siamo riusciti a confermare che sugli sbarchi c’era una linea condivisa dal Governo”. Si dice soddisfatto l’avvocato Giulia Bongiorno, legale di Matteo Salvini all’uscita dal bunker di Catania dove si è tenuta la terza udienza premilinare per il caso Gregoretti in cui il giudice Nunzio Sarpietro dovrà decidere se rinviare a giudizio il leader della Lega per sequestro di persona per aver bloccato per sei giorni a bordo della nave Gregoretti 135 migranti soccorsi nel Mediterraneo a luglio 2019. Sulle testimonianze  l’avvocato Bongiorno ha ribadito la propria soddisfazione perché da un lato con a testimonianza di Luciana Lamorgese “si è chiarito che quel tipo di navi sono create per recuperare migranti e quindi preparate anche ad ospitarli a bordo per più giorni” mentre Luigi Di Maio ha confermato che “la distribuzione dei migranti sbarcati era uno degli elementi fondanti del governo Conte I e II”.

La difesa

La linea adottata dall’avvocato Bongiorno punta a dimostrare due punti fondamentali. Da una parte cercare di dimostrare che la scelta di lasciare a bordo della Gregoretti i 135 migranti per sei giorni fu una decisione presa da Salvini ma su cui c’era comunque piena sintonia dell’allora governo Conte I. Dall’altra parte la difesa ribadirà che dietro a quella decisione c’era la volontà di avere una rassicurazione sula reale possibilità.