La ripresa si consolida «favorita dagli investimenti; il recupero dei consumi sarà più lento, l’export di beni beneficerà della domanda estera». All’assemblea Abi, il governatore di Bankitalia Visco rilancia il messaggio di fiducia: i rischi non mancano, specie per i piccoli istituti («noi pronti a intervenire») ma col supporto della politica di bilancio e condizioni favorevoli la fase espansiva sarà sostenuta nel biennio. Il ministro Franco: Pil verso il 2% nel secondo trimestre, recupero dei livelli pre-crisi nel 2022».

II Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), col quale l’Italia intende utilizzare i circa 200 miliardi che l’Ue ci mette a disposizione fino al 2026, «rappresenta un’occasione importante, ma non deve essere considerato la panacea per tutti i ritardi della nostra economia», ha avvertito ieri Daniele Franco intervenendo all’assemblea annuale dell’Abi, l’associazione bancaria italiana. Solo se ci sarà «uno sforzo corale», ha ammonito il ministro dell’Economia, i risultati si vedranno.

II Pnrr infatti ci dà la possibilità di più che raddoppiare il tasso di crescita potenziale «dallo 0,6% ante pandemia all’1,4% con il completamento delle riforme», dice Franco. L’attuazione del piano, ammette però il ministro «non sarà facile», per i tantissimi investimenti da realizzare in tempi rapidi e la necessità di varare le riforme.

Pnrr e Welfare, si allarga la cabina di regia

 Si allarga intanto la cabina di regia sul Pnrr: il governo apre alle proposte di ampliamento a Regioni, Comuni e una delegazione parlamentare. Le imprese rilanciano i temi delle semplificazioni. Buia (Ance): bene governance e subappalto. Miceli (Anceferr): partecipazione aperta a tutte le imprese di qualità, non solo maxi lotti. II ministro del Lavoro Andrea Orlando sarà oggi dal collega dell’Economia Daniele Franco a discutere i dettagli della proposta di riforma che forse è più in ritardo. Lo è fin dai tempi del governo scorso, eppure è la più urgente in un Paese con due milioni e mezzo di disoccupati e un milione e mezzo di cassaintegrati: il ridisegno di un welfare a favore di chi comunque non lavora, che sia in cassa integrazione o perché un posto proprio non lo ha.

Di certo, malgrado il blocco dei licenziamenti, in meno di un anno a mezzo il numero degli occupati è crollato di un milione e il numero dei cassaintegrati si è moltiplicato per dieci. Questa è la realtà dietro un riassetto degli ammortizzatori sociali e delle politiche per il lavoro che inizia a precisarsi, anche se mancano ancora alcuni tasselli decisivi. Una delle novità dell’intero disegno di Orlando è il tentativo di inserire strutturalmente le piccolissime imprese, quelle fino ai sei dipendenti, nel sistema della cassa integrazione. Incluso il commercio al dettaglio, falcidiato durante la pandemia ma incluso in questo momento nella cassa Covid gratuita.

Legge Zan, di discuterà il 13 luglio

La discussione sul ddl Zan comincerà martedì 13 luglio. Sarà una battaglia dura in Aula con i voti – quasi sicuramente – a scrutinio segreto. Poco prima del voto sulla data, è stata la capogruppo di Forza Italia, Annamaria Bernini, a tentare l’ultima carta chiedendo «qualche giorno in più per arrivare ad un testo condiviso e non affrettato». L’Aula non ha accolto l’appello e Simona Malpezzi, capogruppo dem, ha ricordato come l’iter del ddl Zan è stato tutto tranne che affrettato visto «che è in commissione da sette mesi».

Matteo Renzi si sbilancia in una previsione: «Alla fine vinciamo anche questa». L’altra, nemmeno a dirlo, era la battaglia che condusse contro il Pd per affossare ogni ipotesi di Conte ter e portare Mario Draghi a palazzo Chigi.

Amministrative: M5S al bivio, mentre il centrodestra ha quasi tutti i nomi

 Il comitato dei sette saggi del M5S entra nelle fase 2 del suo iter. E allarga il cerchio. «Le parti hanno rotto il ghiaccio e si stanno sentendo», confida un pentasellato. Ora i Cinque Stelle provano a coinvolgere anche Beppe Grillo e Giuseppe Conte con i loro rispettivi legali. Un passo importante, che lascia presagire come tra poco si entrerà nel vivo della trattativa, una fase dirimente per comprendere il futuro di contiani e grillini.

Il garante e l’ex premier riusciranno a trovare un’intesa che salvaguardi entrambi? E’ possibile arrivare a un accordo? La domanda è inevitabile, ma i sette per ora fanno muro. «Non c’è nulla da dire, chi parla vuol solo far fallire il negoziato per interessi personali», assicurano. Il centrodestra invece va avanti nella definizione dei candidati alle comunali. Un pediatra a Milano, un magistrato a Napoli. A Bologna il candidato è sempre un’ombra. Il nuovo vertice dei leader partorisce due scelte che erano già maturate nelle ultime ore. Per Palazzo Marino via libera a Luca Bernardo, direttore del Dipartimento di Pediatria dell’ospedale Fatebenefratelli. Bernardo, nome proposto da Matteo Salvini, aveva incontrato lunedì Giorgia Meloni nello studio di Ignazio La Russa: «Ci ha fatto un’ottima impressione: per noi non ci sono problemi», aveva detto La Russa confermando le parole della presidente del partito. A Napoli la situazione si è sbloccata ieri mattina. Silvio Berlusconi ha sentito al telefono il pm Catello Maresca e ha fatto sapere che Forza Italia nel capoluogo partenopeo correrà con il suo simbolo in appoggio al progetto “Per Napoli”, iniziativa civica nata – sottolineano fonti di Fi – per affrontare la situazione di straordinaria emergenza nella quale si trova la città. Semaforo verde anche da Fdi: «Abbiamo trovato una soluzione – afferma La Russa – che consente a noi di valorizzare il simbolo e a Maresca di salvaguardare il suo civismo. Va bene così».