Una storia antichissima quella di Aladdin, ricca di messaggi
Antoine Galland ha tradotto agli inizi del Settecento la celeberrima raccolta di novelle orientali Le mille e una notte, dalla quale è emersa la storia più famosa di Aladino e la lampada meravigliosa (in arabo: علاء الدين). Riadattata nel tempo entra nel marchio Disney nel 1992, e nel 2019 esce un remake con Will Smith nei panni del Genio della Lampada. Gli incassi sono stati stratosferici al box office, parliamo di oltre un miliardo di dollari.
Aladdin è il diamante allo stato grezzo che può entrare nella caverna delle meraviglie per raccogliere una lampada ad olio, ovvero in realtà la lampada dei desideri, dalla quale il possessore strofinandola può fare emergere il Genio capace di esprimere ogni volere. Una fase però non avara di regole, che principalmente collimano con il progresso interiore e con la legge d’attrazione.
“Quando desideri qualcosa, tutto l’Universo trama affinché tu possa realizzarlo” racconta Paulo Coelho, mentre Oscar Wilde ammonisce: “Attento a ciò che desideri, perché potresti ottenerlo”. In una clip del film infatti il Genio redarguisce Aladdin rispetto ad una imprecisa richiesta: “C’è un che di nebuloso (…) Sii preciso con le parole, il segreto è nei dettagli”.
È possibile attrarre a sé la realtà che si vuole soltanto sintonizzandosi su quella frequenza vibratoria. Spiritualismo, esoterismo, fisica quantistica, oggi concordano tutti nell’affermare che siamo energia, e come calamite attiriamo a noi eventi, persone, opportunità, malattie, grazie e disgrazie, a seconda del nostro bisogno interiore, inconscio e irrazionale. Quelle che Jung chiamava casualità rilevanti o sincronicità.
Per farlo però bisogna essere in profonda sintonia con il proprio essere più intimo, tirar fuori dalla propria Anima (caverna delle meraviglie) la capacità di esprimere e imprimere il proprio volere all’Universo (lampada dei desideri), affinché ognuno di noi (diamante allo stato grezzo) possa elevarsi allo splendore che merita, realizzando i propri sogni (risvegliare il Genio della lampada).
Secondo alcune visioni infatti immaginare è il perno della realizzazione, il seme primordiale da cui partire per poter cambiare il proprio destino. Dalla locuzione latina in me mago agere: “Lascio agire il mago che c’è in me”. Walt Disney ne era convinto, così convinto che è stato capace di costruire l’impero che tutti noi conosciamo: “Se puoi sognarlo, puoi farlo. Ricorda sempre che questa intera avventura è partita da un topolino”.
Nella visione olistica “il pensiero crea”, con uno specchietto molto esemplificativo che potete trovare nel bestseller Il Potere del Cervello Quantico, di Italo Pentimalli e J. L. Marshall, con le 5 fasi costruttive della realtà:
- Pensiero;
- Emozione;
- Decisione;
- Azione;
- Risultato (Realtà creata).
I più logici, razionali, scettici, recalcitranti al cambiamento di noi, che hanno sempre bisogno di una base scientifica, metodica, e per i quali non basta “sentire” ma è necessario “capire” (sempre dal latino capere, contenere, prendere), esistono modi e tempi per afferrare ciò che fantasia e istinto spiegano in un attimo.
“Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà”. Albert Einstein










