“Attualmente siamo ancora saldamente convinti che i benefici del vaccino nel prevenire il Covid-19, con i rischi associati di ricovero in ospedale e di morte, superino i rischi di questi effetti collaterali”. La direttrice esecutiva dell’Ema Emer Cooke parla in conferenza stampa da Amsterdam: obiettivo ricostruire la fiducia nei vaccini dopo la decisione di una quindicina di Paesi, tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna e Portogallo, di sospendere temporaneamente in via precauzionale l’uso delle dosi di AstraZeneca in seguito ad alcuni eventi avversi che si sono prodotti dopo la somministrazione del siero. Le parole di Cooke hanno dato fiducia e sono state definite «incoraggianti» nella conversazione telefonica di ieri pomeriggio tra il premier Mario Draghi e il presidente francese Emmanuel Macron: in caso di conclusione positiva dell’analisi dell’Ema i due leader sono pronti a far ripartire speditamente la somministrazione del vaccino AstraZeneca.
Roberto Speranza: “Intervenuti dopo stop tedesco ma c’è fiducia”
“I vaccini restano l’arma fondamentale per uscire da questi mesi così difficili. Crediamo fortemente nella nostra campagna di vaccinazione e continueremo, con tutte le energie”. Così Roberto Speranza, intervistato dal direttore del Corriere della sera, Luciano Fontana, durante il talk sulla sanità di Rcs Academy. “La decisione dei principali Paesi europei è esclusivamente precauzionale e riguarda solo AstraZeneca – ha spiegato il ministro -. Il governo ha preso L’iniziativa a seguito della valutazione dell’agenzia tedesca di sorveglianza del farmaco. Ora si attende per giovedì il giudizio sui nuovi dati emersi in Germania e in altri Paesi. Siamo fiduciosi che possano emergere tutti gli elementi di rassicurazione che ci consentano nel più breve tempo di ripristinare la campagna vaccinale”. “Ho massima fiducia nelle agenzie regolatorie europea e italiana, ma quando emerge qualcosa di nuovo in un Paese come la Germania, guida della Ue per forza e prestigio, è giusto avere tutti gli atteggiamenti di cautela e prudenza – ha aggiunto Speranza -. Ci aspettiamo che l’Ema analizzi con massimo rigore i dati e ci metta nelle condizioni di poter dare unitariamente un messaggio di sicurezza, che ci consenta di ripartire“. “Chi ha fatto AstraZeneca non ha ragione d’essere preoccupato, per gli scienziati non ci sono elementi di sostanziale preoccupazione”, assicura e ora “attendiamo con fiducia il giudizio definitivo dell’Ema giovedì e ci auguriamo che sia positivo. L’auspicio è che si possa ripartire insieme con i principali Paesi europei”.
“Il governo sta chiedendo con grandissima forza di rispettare gli impegni. A gennaio e febbraio il problema era il numero limitato di dosi, ma a fine marzo ci sarà una crescita molto alta – assicura il ministro -. Nel secondo trimestre ci aspettiamo oltre 50 milioni dosi e nel terzo fino a 80 milioni. Una accelerazione che ci consentirà di correre molto di più. Stiamo provando a mettere in campo la rete più organizzata possibile per intercettare l’aumento di dosi, l’Italia è un grande Paese, all’altezza della sfida”.
Sileri: “Ora Sputnik non ci può aiutare, per l’ok serve tempo”
Nell’immediato il vaccino Sputnik “non può sostituire” AstraZeneca perché “serve l’autorizzazione dell’Ema, la quale arriverà non prima di cinque-otto settimane”. Lo sottolinea il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri in una intervista a ‘La Repubblica‘. E non si potrebbero accorciare i tempi? “Sputnik dovrebbe fare domanda all’Aifa, per una autorizzazione interna, che riguarda l’Italia. L’Aifa – aggiunge – potrebbe dare il via libera per un progetto di ricerca che riguarderebbe qualche centinaia di migliaia di dosi, che andrebbero somministrate ad altrettanti cittadini su base volontaria”. Cosa intende con progetto di ricerca? “C’è il precedente che riguarda le dosi per le cure con gli anticorpi monoclonali. E sui vaccini c’è il caso dell’ente regolatore inglese, che a novembre aveva autorizzato 500mila dosi di Pfizer – risponde Sileri -. Si tratta di un iter d’emergenza che non vale per l’uso commerciale. Non risolverebbe il problema della sostituzione delle dosi AstraZeneca”. La Lega spinge per lo Sputnik. Il governo ha già opzionato degli acquisti? “Non mi risulta – chiosa il sottosegretario – E comunque serve prima il via libera dell’Ema”. È favorevole? “Se lo Sputnik otterrà il via libera certo che sono favorevole, come lo sono per qualsiasi vaccino regolarmente autorizzato, anche quello cinese”.
Da medico come valuta i casi di trombosi? “Il lotto incriminato è di 210mila dosi. Se lei prende un quartiere di altrettanti abitanti registrerebbe almeno sedici casi di trombosi. Mio fratello, che è nell’Arma, e mia cugina, odontoiatra, hanno fatto il vaccino AstraZeneca, con le dosi del lotto finito poi sotto accusa”. Insomma, non crede al nesso? “Aspettiamo l’indagine. Ma dubito fortemente”, conclude.
Salvini: “Fallimento Europa su AstraZeneca”
La pensa diversamente sul vaccino AstraZeneca Matteo Salvini. “Io mi fido dei medici, ma in questi mesi è vero che abbiamo sentito in tv tutto e il contrario di tutto. Servono meno annunci e confusione, più trasparenza. Soprattutto, il pasticcio in corso conferma il totale fallimento dell’Europa, che sui vaccini sta sbagliando tutto“. Lo afferma il leader della Lega in un’intervista al Messaggero. Salvini sottolinea come stia facendo bene “il governo italiano a lavorare per produrre farmaci anti-Covid in Italia e per cercare altri vaccini ovunque. Per la salute degli Italiani, vale tutto”. Poi attacca: “In Europa e anche in Italia qualcuno dovrà rispondere di errori, omissioni e ritardi. Non credo nei capri espiatori, ma è ora che chi sbaglia paghi. Sono convinto si debba ripensare a una governance per Aifa. Ho stima e fiducia nel nuovo presidente di Aifa, Palu’, e nel generale Figliuolo. Anche su questo Draghi ha dimostrato concretezza”. “Non vorrei che dietro questi allarmismi possa nascondersi una battaglia economica per sfavorire alcuni vaccini a vantaggio di altri – osserva ancora Salvini -, proprio per questo mi aspetto risposte chiare, definitive. Il governo Draghi sta cercando di recuperare il tempo perduto sul piano nazionale, grazie al grande sforzo del ministro Giorgetti per produrre al piu’ presto i vaccini in Italia”. Inoltre, “confido che in brevissimo tempo da Ema a Bruxelles ci dicano se Sputnik può essere utilizzato oppure no. Non devono esistere pregiudiziali geopolitiche o di altro ordine. Se un vaccino funziona ed è sicuro, l’Italia deve comprarlo. Anche se provenisse da Marte“.










