Distribuire entro la settimana quasi 40 miliardi di nuovi aiuti a famiglie e imprese e mettere a punto il nuovo schema ‘taglia-tempi’ per realizzare il Recovery Plan: si aprono due settimane di tour de force per il governo che vuole portare al Consiglio dei ministri di giovedì il decreto Sostegni bis e si è impegnato ad approvare poi la settimana successiva, entro il 20 maggio, il decreto Semplificazioni che sarà, di fatto, il ‘decreto Recovery’. Al lavoro su quello che si preannuncia come un maxi-provvedimento ci sono quasi tutti i ministeri, da quelli della Transizione ecologica e digitale, passando per la P.a., la cultura, gli Interni, lo Sviluppo economico e il Lavoro.
L’obiettivo dichiarato nelle 2500 pagine di schede inviate a Bruxelles, è quello di “rimuovere i colli di bottiglia” che ostacolano la concreta ‘messa a terra’ degli investimenti, a partire dal regime delle autorizzazioni e dal meccanismo del silenzio assenso: per la Via, la Valutazione di impatto ambientale, ci saranno “procedure accelerate” non solo per i progetti del Recovery Plan ma anche per quelli del Piano energia e clima (Pniec). Ma si starebbe valutando anche una Soprintendenza speciale per i progetti Recovery e novità in materia di gestione dei rifiuti e di bonifiche. Per garantire tempi rapidi per gli appalti, saranno rivisti i contratti di programma e resi più veloci i controlli preventivi della Corte dei Conti. Ma saranno anche prorogate una serie di misure già introdotte l’estate scorsa (comprese le misure per superare la ‘fuga dalla firma’ dei funzionari pubblici). Spazio poi all’edilizia con le annunciate semplificazioni del Superbonus 110% e nuove misure per la “rigenerazione urbana”.
Un pacchetto di misure riguarderà la transizione digitale, dalla piattaforma per le notifiche al dialogo tra banche dati fino alle autorizzazioni per le installazioni di infrastrutture di comunicazione elettronica e all’accelerazione dei processi amministrativi per le reti di telecomunicazioni. Ma si valuta anche l’istituzione di una “Anagrafe Nazionale dell’Istruzione” e dell’Università.
Per trovare la sintesi politica su appalti e deroghe c’è ancora una decina di giorni. Nel frattempo andrà trovato il punto di caduta nella maggioranza su alcuni punti ‘sensibili’ prima del varo del decreto Sostegni bis, dal sistema per la nuova tornata di ristori per le imprese alle cartelle esattoriali.
Sui contributi a fondo perduto per le attività colpite dalla crisi Covid sul tavolo ci sono due ipotesi, quella perorata dalla Lega che chiede di calcolare il ristoro tenendo conto anche dei costi fissi, e quella di mantenere il sistema attuale, basato sul confronto del fatturato, ma lasciando alle imprese la possibilità di scegliere il periodo su cui applicare il calcolo. Per la ripresa della riscossione delle cartelle, che resteranno ferme ancora per tutto il mese di maggio, la soluzione di compromesso cui si starebbe lavorando sarebbe quella di semplificare l’accesso ai piani di rate (a 6 o 10 anni) per i soggetti che hanno perso almeno il 30% del fatturato.










