Ci siamo: arriva il green pass. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha firmato il decreto che definisce le modalità di rilascio delle Certificazioni verdi digitali Covid-19. Questo per prendere parte «a eventi pubblici, accedere alle strutture sanitarie assistenziali (Rsa)» e rendere più facile viaggiare. Darà anche la possibilità di partecipare a banchetti di nozze, rinfreschi per cerimonie e assistere ai concerti. Il governo inoltre è pronto a dare il via libera, dal 5 luglio, al provvedimento che consentirà di togliere le mascherine all’aperto. Per l’Ema è necessario ridurre l’intervallo tra le dosi per contrastare le varianti.
Il generale Francesco Figliuolo si esprime con soddisfazione: «Le cifre parlano chiaro: abbiamo superato quota 44 milioni di somministrazioni. Significa che oltre 14,8 milioni di persone sono vaccinate, con la prima e la seconda dose, e che ad oltre 29,2 milioni di persone è stata somministrata una prima dose. Su una platea di più di 54 milioni di persone teoricamente vaccinabili, oltre il 54% ha ricevuto almeno una dose. Ma quello che conta è il netto calo dei ricoveri in terapia intensiva. Se l’Italia sta riaprendo e sta riscoprendo “il gusto del futuro”, come ha detto il presidente Mario Draghi, lo dobbiamo all’enorme sforzo corale del Paese».
Immigrazione, Salvini: “Italia rischia di diventare colabrodo”
Non è ancora emergenza piena. Ma i numeri degli sbarchi incutono timore e Salvini esprime preoccupazione per un’Italia che «rischia di diventare un colabrodo». La strada confermata dalla ministra Luciana Lamorgese, e avallata da Palazzo Chigi, è quella delle navi: ce ne sono cinque a disposizione che servono ad alleggerire il peso sull’hotspot di Lampedusa ormai perennemente al collasso. Ma passati i 14 giorni di isolamento il problema si ripropone: i migranti vanno sistemati a terra ma è difficile trovare strutture disponibili, visto che la redistribuzione negli altri Paesi non funziona come previsto e che, in Italia, ci sono resistenze da parte di molti governatori del Nord.
Spiegano fonti di governo che per il premier italiano le strade si restringono: se i membri Ue non intendono accettare la distribuzione di migranti come si era deciso a Malta, allora bisognerà ideare un piano finanziario di matrice europea per fermare o quantomeno comprimere al massimo le partenze dai Paesi di provenienza dei migranti. È il modello Libia, che Draghi, d’accordo con il presidente francese Emmanuel Macron e con Merkel, vuole mettere al centro della sua strategia, di sponda con l’Unione, la Nato e l’Onu: portare investimenti, che diano lavoro e sicurezza.
Fisco e dl Semplificazioni, accordo su proroga di due mesi
C’è l’accordo su un emendamento per la proroga di due mesi delle cartelle esattoriali. Un’opzione condivisa ormai da quasi tutte le forze di maggioranza, e al momento all’esame della commissione Bilancio della Camera. La proposta prevede di riavviare dal primo settembre l’attività di notifica e riscossione delle cartelle da parte dell’Agenzia delle Entrate. In discussione tra le forze di governo ci sono, inoltre, una serie di ulteriori interventi in ambito fiscale, come una rateizzazione con scadenze più lunghe per rottamazione e saldo e stralcio.
II Dl Semplificazioni, invece, incide su alcuni dei nodi dell’azione pubblica, come «le fasi autorizzative e lo snellimento delle procedure degli affidamenti» e centra determinati obiettivi di razionalizzazione normativa, disegnando una governance del Pnrr efficiente» e prevedendo procedure ad hoc per alcune opere strategiche, dice la dg di Confindustria Francesca Mariotti in audizione in Parlamento.
Secondo i dati, in Italia ci sono ben 739 opere infrastrutturali bloccate per un controvalore di 72 miliardi. Per questo le riforme indicate nel Pnrr sono fondamentali. Occorre, dunque, rafforzare i contenuti qualificanti del decreto Semplificazioni. E l’azione riformatrice non si deve esaurire ma continuare per gli altri interventi previsti dal Pnrr per la riforma della Pa.










