Ieri, attraverso un post Facebook, Armando Siri ha indicato con chiarezza la via economica da seguire per far ripartire l’Italia. Queste le parole dell’On. Siri: “È inaccettabile che i Ministri ricevano il testo della Delega Fiscale mezz’ora prima della riunione per la sua approvazione.

Come è inaccettabile trovare all’interno di questo testo l’intenzione, mal celata e successivamente goffamente giustificata, di revisionare le rendite catastali.
È altresì irricevibile il testo di una Delega, che viene data dal Parlamento, priva di elementi qualificanti di riforma, approvati dal Parlamento stesso.
Tra questi vi è l’estensione della platea della Flat Tax al 15% in vigore per le Partite Iva.
Al contrario, si vuole aumentare l’aliquota portandola al 23% dimostrando così ancora una volta di non capire i rischi, il peso della burocrazia e la totale mancanza di qualsiasi garanzia di reddito per il lavoratore autonomo, che non può essere paragonato a quello dipendente. Il primo, infatti, dispone di entrare lorde, il secondo di entrate nette.
È lampante e inequivocabile che una parte di questa maggioranza abbia un’intima, radicata e pervicace spinta a punire gli italiani che lavorano e risparmiano. Che aspirano a migliorare le proprie condizioni di vita attraverso l’impegno, il sacrificio e molte rinunce, spesso sopportando la beffa di non trovare collaboratori perché garantiti dal sussidio di Stato.
Lo schema di questo accanimento, secondo cui chi lavora e risparmia per sé e per la propria famiglia deve essere costantemente punito da prelievi e adempimenti fiscali sempre più pressanti, non può essere condiviso e accettato dalla Lega.
Le premesse di una partecipazione a questo Governo erano e sono chiare: nessun aumento diretto o indiretto di imposte.
Il documento della Delega Fiscale risulta poi depauperato di elementi davvero qualificanti volti a spingere la ripresa dei consumi, della produzione, del lavoro e degli investimenti.
Si preferisce, come sempre, percorrere strade tortuose e consolidate come quelle relative ad un generico ritocco del “cuneo”, piuttosto che affrontare coraggiosamente un cambio di paradigma nel rapporto fiscale fra Stato e contribuente-lavoratore, dove il primo dovrebbe fare un passo indietro per consentire due passi avanti a chi, come prevede la Costituzione, partecipa attivamente alla crescita economica e sociale della nazione attraverso la propria opera professionale, intellettuale o artistica.
Invece niente di tutto questo. Solo l’ennesimo tentativo di insistere a mettere le mani nelle tasche di chi lavora.
L’unica vera riforma fiscale di cui ha bisogno il Paese per tornare a crescere e assicurare prospettive di lavoro è la Flat Tax al 15% estesa a tutti, famiglie e imprese.
Prima riusciremo a realizzare questo obiettivo, prima potremo restituire all’Italia prospettive di crescita economica e benessere sociale.
Non sarà certo l’ennesimo indebitamento con il Mercato che ci aiuterà a raggiungere questo scopo.
Si tratta di una scorciatoia fittizia, di cui pagheremo le conseguenze non solo noi, ma anche le future generazioni.
Senza il taglio e la semplificazione del sistema fiscale non esistono autentiche ed efficaci possibilità di ripresa.
La Flat Tax è l’unica risposta vera, concreta ed efficace per raggiungere questo obiettivo”.